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Terrorismo, il 20enne arrestato a Bari progettava di colpire San Pietro a Natale

Il ragazzo aveva sul cellulare mappe e foto del Vaticano ed è anche accusato di aver indottrinato un altro uomo

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 18 Dic. 2018 alle 09:15
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Immagine di copertina

Voleva colpire chiese e luoghi di culto in Italia durante le feste, il 20enne somalo arrestato a Bari.

Il 18 dicembre il gip del Tribunale di Bari ha convalidato il provvedimento di fermo di Mohsin Ibrahim Omar, arrestato nei giorni scorsi per i reati di associazione con finalità di terrorismo, istigazione e apologia del terrorismo, aggravate dall’utilizzo del mezzo informatico e telematico.

L’uomo, noto con il nome di Anas Khalil, è stato identificato come elemento affiliato all’Isis in Somalia ed era in contatto con una sua cellula operativa.

Le indagini – Partendo da queste informazioni, la Dda della Procura della Repubblica di Bari ha avviato le indagini, coordinate a livello centrale dal Servizio per il Contrasto al terrorismo esterno con il supporto dell’Aisi e dell’FBI statunitense.

Secondo quanto rivelato dagli investigatori, l’uomo arrestato aveva aderito all’ideologia dello Stato islamico e si era unito alla componente armata somalo-keniota dell’Isis.

Proselitismo – Attraverso i social, inoltre, il ragazzo somalo ha cercato di fare proseliti diffondendo foto che esaltavano al martirio. Tra le accuse a suo carico, infatti, c’è anche il reato di apologia al terrorismo

Il ragazzo ha anche manifestato la sua gioia per l’attentato di Strasburgo, scrivendo in una chat: “Se uccide i cristiani – da qualsiasi luogo provenga – è nostro fratello”. Secondo gli investigatori ha indottrinato un altro straniero, al quale impartiva istruzioni teorico-operative sul concetto di jihad armato.

L’attacco a Roma – Sul cellulare del 20enne arrestato sono anche state trovate delle foto e anche delle cartine del Vaticano.

“Il 25 dicembre adesso è ravvicinato”. “Il 25 è Natale…dei cristiani…le chiese sono piene”: sono alcuni dei messaggi emersi dalle intercettazioni riportate negli atti giudiziari. Il giovane quindi stava pensando di mettere “le bombe a tutte le chiese d’Italia”, a cominciare da quella “più grande”, la Basilica di San Pietro a Roma in occasione del Natale.

“Mamma mia…ecco la Chiesa”, dice il somalo.”Però non è facile – gli risponde il suo interlocutore – sai com’è là il 24 e il 25 a Natale, che sta Papa, e tanta gente, è pieno pieno pieno”. “È buono”, risponde il ragazzo. “persone…pericolose, è buonissimo”.

La vita in Italia – Ibrahim vive in Italia dal 2016: si è stabilito prima in Sicilia, per poi trasferirsi in Emilia-Romagna, a Forlì, dove ha ottenuto dall’Ufficio immigrazione il permesso di soggiorno per motivi umanitari.

A dicembre 2017 la decisione di trasferirsi a Bari dove per qualche mese è stato residente nello Sprar del quartiere San Paolo. Il ragazzo ha lavorato nella raccolta stagionale dei pomodori nella provincia di Foggia per poi fare l’operaio a Bari.

Intanto, con l’avvicinarsi delle festività, il Viminale ha ribadito che “l’attenzione resta alta” e che sono state prese le misure di sicurezza necessarie per garantire la sicurezza dei cittadini.

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