Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:43
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

La Guantanamo dell’Europa dell’est

Immagine di copertina

La storia di Hasan, profugo somalo 21enne che è stato derubato, percosso e torturato in Ucraina per aver cercato rifugio in Europa

Hasan Hirsi è un rifugiato di 21 anni e viene dalla Somalia. Indossa una felpa grigia e i suoi capelli sono neri e corti.

Condivide un appartamento con altri tre richiedenti asilo somali nella piccola città di Landau, nel sudovest della Germania. Qui studia il tedesco per cinque ore al giorno, per prepararsi alla sua nuova vita.

Quando ha lasciato la Somalia, nel 2008, Hirsi non ha scelto di raggiungere l’Europa via mare, attraverso quella che l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) definisce la rotta più letale al mondo.

Ha invece tentato più volte di oltrepassare i confini europei sul fronte orientale, attraverso l’Ucraina.

Hirsi racconta ai giornalisti di Der Spiegel di essere stato arrestato due volte dalle pattuglie di confine ucraine e ungheresi, e due volte dalla polizia slovacca. Le forze di sicurezza ucraine, dice, lo hanno derubato, picchiato e torturato.

Dopo essere stato arrestato, solo per aver cercato protezione in Europa, Hirsi ha trascorso quasi tre anni in quattro diverse prigioni ucraine.

Tra queste c’è Pavshino, un campo di detenzione per immigrati irregolari che si trova nell’ovest dell’Ucraina. Il campo era allora conosciuto tra i rifugiati come la “Guantanamo dell’est“.

Già nel 2005, il Comitato del Consiglio d’Europa per la prevenzione della tortura aveva espresso dure critiche nei confronti dell’Ucraina per il trattamento inumano e degradante che riservava ai rifugiati.

In particolar modo, destavano preoccupazione le strutture sovraffollate e le condizioni igieniche disastrose.

Durante i mesi a Pavshino, Hirsi è stato costretto a dormire sul pavimento ed è stato picchiato ripetutamente. È stato rilasciato nell’autunno del 2008, poco prima che il centro fosse chiuso in seguito alle proteste internazionali.

A quel punto, si è unito a un gruppo di somali che si dirigevano verso la frontiera dell’Unione Europea.

Quando i migranti irregolari vengono arrestati in Ucraina, sono solitamente smistati in impianti provvisori di detenzione per un paio di giorni prima di essere trasferiti nelle prigioni.

Pochi rifugiati hanno la possibilità di parlare con un avvocato e quindi difficilmente possono fare richiesta d’asilo.

Hirsi è poi stato nuovamente arrestato. Le guardie di frontiera lo hanno interrogato più volte. Quando non rispondeva subito, lo colpivano in faccia.

Le sue mani e i suoi piedi spesso venivano legati con delle fascette, e ha ricevuto persino scosse elettriche.

Successivamente, Hirsi è stato trasferito nel carcere di Zhuravychi, a 50 chilometri dalla città di Luzk, nel nord dell’Ucraina. Anche se ufficialmente non è un carcere, ma solo un alloggio, i rifugiati non sono autorizzati a lasciare il campo: vivono dietro recinti di filo spinato e muri di cemento.

Secondo quanto afferma l’Unhcr, il loro arresto non ha uno scopo legittimo e costituisce una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Hirsi non ha prove per dimostrare ciò che racconta, ma nel 2010 l’organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch ha pubblicato un report sugli abusi e le torture dei rifugiati da parte della polizia di frontiera ucraina.

“Mi hanno colpito alla testa con una pistola. Ero sdraiato a terra, privo di sensi. Mi hanno trascinato in mezzo alla neve. Mi hanno preso a calci sul collo”, ha detto un migrante dal Pakistan all’organizzazione non governativa.

Il governo ucraino ha dichiarato di non avere alcuna prova attendibile di violenza nei confronti dei rifugiati in questi ultimi anni.

L’Unione europea ha fornito sinora 30 milioni di euro di finanziamenti all’Ucraina per costruire e ristrutturare i centri di detenzione per migranti, insieme ad altre strutture in cui questi ultimi vengono ospitati temporaneamente.

L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) ha stanziato diversi milioni di euro per sostenere le autorità ucraine in settori come l’internamento dei migranti irregolari.

In questo modo, come riporta Der Spiegel, Bruxelles spera di ridurre il numero dei richiedenti asilo in Europa “senza attirare troppo l’attenzione”.

La crisi che vivono i rifugiati lungo il confine orientale dell’Europa potrebbe intensificarsi nel corso del conflitto tra il governo di Kiev e i ribelli filorussi.

Il governo ucraino è infatti già impegnato a prendersi cura di quasi un milione di sfollati interni in fuga dai combattimenti.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Ti potrebbe interessare
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna
Esteri / Gli americani bocciano Trump: solo un cittadino Usa su quattro approva l’attacco all’Iran
Esteri / Dietro le quinte: ecco come è stato pianificato il raid aereo di Usa e Israele che ha ucciso Ali Khamenei in Iran
Esteri / Missili, droni e autonomia tattica: dentro la strategia di rappresaglia dell'Iran contro Usa, Israele e i loro alleati
Esteri / Macron rafforza il nucleare francese e allarga l’ombrello a 8 Paesi europei: l’Italia rifiuta