Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Generazione Millennial

Immagine di copertina

Ottimisti verso il futuro ma alienati dalle istituzioni, i giovani americani nati dopo gli anni '80 vivono solo di individualismo

Dopo la generazione boomer e quella X, tocca ora ai millennials raggiungere l’età adulta e diventare il centro delle aspettative future. Secondo uno studio condotto dal Pew Research Center negli Stati Uniti, i giovani nati a partire dagli anni ottanta, che adesso hanno un’età compresa tra i 18 e i 33 anni – detti appunto millennials – sono relativamente distaccati dalla politica e dalla religione, sono vicini ai mezzi di comunicazione sociale, gravati da debiti, diffidenti nei confronti degli altri, ma nonostante ciò ottimisti per il futuro. Essi rappresentano anche la generazione più multirazziale d’America, e per questo profondamente diversa dalle generazioni precedenti.

Oltre la metà dei millennials scelgono di non identificarsi con una delle parti politiche, e solo il 31 per cento di loro crede che vi sia una sostanziale differenza tra repubblicani e democratici. Ciononostante la loro generazione si è distinta nelle ultime due elezioni presidenziali come sorprendentemente democratica e liberale su temi come l’immigrazione, la marijuana e il matrimonio tra persone dello stesso sesso, come spiega la Cnn. Secondo il network statunitense una previsione per il futuro dei millennials sta già diventando realtà: si tratterà di una generazione caratterizzata da alti livelli di “conflitto politico inter-etnico”. Le preferenze politiche sono infatti già molto divergenti a seconda dall’etnia: mentre ad esempio i giovani di colore approvano l’operato del presidente Obama con un rapporto di dua a uno, i millennials bianchi lo disapprovano quasi con lo stesso margine.

Ross Douthat, autore di un editoriale sul New York Times, ritiene che il futuro di questa generazione sia segnato dall’individualismo. Per Douthat, lo scetticismo verso i partiti, i programmi e le persone dei millennials va più a fondo la loro fedeltà a una particolare ideologia. “I loro impegni di sinistra sono ardenti su alcune questioni, ma si confondono in libertarismo e indifferentismo su altri”, scrive Douthat, “Il comune denominatore è l’individualismo, non la politica di sinistra: così si spiega sia l’ottimismo personale e la sfiducia sociale, la passione per cause come il matrimonio gay e l’interesse in calo verso crociate d’azione collettiva come l’ambientalismo, o il fatto che l’affiliazione religiosa è diminuita ma il credo personale è ancora molto diffuso”.

Secondo Eric Uslaner, del Washington Post, la nuova generazione ha meno fiducia negli altri non a causa della crescente diversità del paese o di ciò che le persone fanno o non fanno online. La causa va ricercata piuttosto nel pessimismo generale. L’ottimismo della nuova generazione riguarda infatti solo aspettative relative, che hanno ad oggetto le proprie capacità di superare gli ostacoli. “La fiducia sociale si basa sulla convinzione che siamo tutti nella stessa barca, che abbiamo un destino comune. E la disuguaglianza aiuta a creare la convinzione opposta: che ciò che accade a voi non necessariamente pregiudica ciò che accade a me”, scrive Uslaner, “Gli americani sono diventati meno fiduciosi perché ogni generazione a partire dai boomers – nati tra il 1946 e il 1964 – è diventata più pessimista. Le persone pessimiste sono restie a fidarsi degli altri a differenza di quanto fanno con loro stessi”.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre 100 in Libano e quasi 30 nella regione. Usa e Israele continuano i raid. Teheran contrattacca in Qatar, Bahrein, Kuwait, Iraq ed Emirati. Colpito un aeroporto in Azerbaigian. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 4 quartieri alla periferia di Beirut. Smotrich: "Assomiglierà a Khan Younis". Aoun chiede aiuto a Macron. Meloni annuncia “aiuti ai Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.