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Bloccato il processo di secessione della Catalogna dalla Spagna

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La Corte costituzionale spagnola ha bloccato la proposta del parlamento regionale della Catalogna di iniziare l’iter per separarsi dalla Spagna. Ma i catalani non mollano

La Corte costituzionale spagnola ha sospeso la mozione approvata lunedì 9 novembre 2015 dal parlamento regionale della Catalogna per separarsi dal resto della Spagna a partire dal 2017.

Ciononostante, il vice presidente della regione della Catalogna ha dichiarato che il governo regionale continuerà a portare avanti il suo progetto d’indipendenza.

Il parlamento regionale della Catalogna vorrebbe approvare non solo una propria costituzione, ma anche un sistema di sicurezza sociale e l’organizzazione di un proprio ministero del Tesoro. 

Il governo spagnolo ha fatto appello, mercoledì 11 novembre, alla Corte costituzionale per bloccare la mozione, criticando lo “sfacciato disprezzo per le istituzioni” del governo catalano.

Il primo ministro spagnolo Rajoy ha aggiunto che “stiamo parlando della difesa di un’intera nazione. Stanno cercando di liquidare l’unità di una nazione con più di cinque secoli di storia”.

La Corte costituzionale, con sede a Madrid, ha messo in guardia i leader catalani dicendo che “se non si adegueranno alla sospensione, potrebbero commettere una disobbedienza”.

I partiti secessionisti, che avevano previsto questa mossa del governo nazionale, avevano già criticato la Corte per mancanza di legittimità e ribadito che continueranno a perseguire il loro obiettivo.

Uno dei leader dell’indipendenza catalana, Oriol Junqueras, ha affermato su Twitter che “il volere del popolo catalano non può essere sospeso. Noi ci siamo impegnati a continuare il nostro mandato democratico”.

I sondaggi suggeriscono che la maggior parte dei catalani è a favore di indire un referendum sull’indipendenza, ma non necessariamente a favore della secessione.

Alle elezioni di settembre i partiti secessionisti hanno ricevuto la maggioranza dei seggi nel parlamento, senza però raggiungere la maggioranza assoluta, per cui avrebbero bisogno di allearsi con il partito di estrema sinistra, il CUP, Candidatura di unità popolare.

Tuttavia molti altri partiti in Catalogna sono contro la secessione. Albert Rivera, leader del partito di centro destra Ciudadanos, ha dichiarato che “la soluzione non è sgretolare il Paese, ma è riformarlo”.  

La Catalogna è una regione di circa 7.5 milioni di persone. L’economia catalana rappresenta quasi il 19 per centro del Pil spagnolo e ha un tasso di disoccupazione pari al 19 per cento, leggermente più basso di quello nazionale, al 21 per cento.

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