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Home » Esteri

Russia e Stati Uniti alla ricerca di un accordo per la tregua in Siria

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Intanto, il regime di Bashar al-Assad non ha gradito il sostegno del Regno Unito al piano di transizione politica proposto a Londra dall'opposizione siriana

Stati Uniti e Russia sono alla ricerca di un accordo per un nuovo cessate il fuoco in Siria che apra la strada alla ripresa dei colloqui di pace e riaccenda così la speranza che il conflitto in corso da oltre cinque anni si risolva pacificamente.

Il breve incontro a margine del G20 in Cina tra Putin e Obama non ha avuto successo in questo senso, ma il segretario di Stato americano John Kerry ha detto che spera di incontrare l’omologo russo Sergei Lavrov tra oggi, 8 settembre 2016, e domani.

Restano alcuni nodi irrisolti sulla collaborazione delle due potenze nella lotta ai gruppi terroristici presenti in Siria, sull’accesso umanitario e sul processo di transizione politica.

Gli Stati Uniti vorrebbero che la Russia si impegnasse a sanzionare il regime siriano qualora violasse i termini di un cessate il fuoco, ma Damasco ha fatto sapere che in nessun caso accetterà che la sua aeronautica sia tenuta a terra sul proprio territorio sovrano.

Inoltre, il ministero degli Esteri siriano ha commentato le dichiarazioni dell’omologo britannico Boris Johnson a favore del piano di transizione proposto dall’opposizione siriana come la prova lampante che il Regno Unito è parte “dell’aggressione” della Siria e che non capisce quale sia la reale situazione nel paese.

“Le dichiarazioni di Johnson rivelano che è completamente avulso dalla realtà e che non ha ancora compreso che il mandato coloniale britannico fa parte del passato e non tornerà”, dice il comunicato diffuso sui media di stato.

Le parole provenienti da Damasco lasciano poco spazio all’ottimismo rispetto all’accettazione da parte del regime di Bashar al-Assad del piano proposto dall’Alto comitato per i negoziati (Hnc), l’organismo che raccoglie i gruppi d’opposizione, il quale prevede che il presidente si ritiri dopo una fase di negoziati della durata di sei mesi.

Già il ministro degli Esteri saudita Adel al-Jubeir aveva avvertito che Assad non avrebbe mai accettato di sottostare a un accordo.

Nel frattempo, la Siria rimane preda di una violenta guerra civile che in cinque anni ha causato non solo centinaia di migliaia di vittime, ma anche una grave crisi di rifugiati che ha coinvolto l’Europa e contribuito alla diffusione degli attacchi jihadisti in tutto il mondo.

Nel conflitto sono coinvolti direttamente e indirettamente i poteri regionali, quali l’Iran e l’Arabia Saudita, schierati su versanti opposti, e i poteri globali, come gli Stati Uniti, a sostegno dei ribelli, e la Russia, la cui aeronautica partecipa al combattimento attivo al fianco del regime.

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