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Test sierologici: DiaSorin e San Matteo presentano ricorso al Consiglio di Stato

La multinazionale e la Fondazione chiedono l'annullamento della sentenza con la quale il TAR lo scorso 8 giugno ha bocciato il loro accordo

Di Redazione TPI
Pubblicato il 26 Giu. 2020 alle 15:04 Aggiornato il 26 Giu. 2020 alle 15:13
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Immagine di copertina
March 13, 2020, Cypress, California, USA: A research technician enters the room where DiaSorin Molecular will build one-hour coronavirus (COVID-19) test kits in Cypress, CA. Photographed on Friday, March 13, 2020. The Department of Health and Human Services announced Friday that it will fund two companies for the development of rapid diagnostic tests for coronavirus. It will provide $679,000 to DiaSorin Molecular of Cypress, Calif., and $598,000 to QIAGEN of Germantown, Md. (Credit Image: © Jeff Gritchen/Orange County Register via ZUMA Wire)

La multinazionale DiaSorin e la Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia hanno presentato un ricorso al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento della sentenza con cui lo scorso 8 giugno il TAR della Lombardia aveva azzerato il loro accordo sui test sierologici per il Covid-19.

Con il ricorso depositato stamane è stata proposta anche istanza cautelare di sospensione del provvedimento del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia in attesa del giudizio di merito. “Siamo convinti della bontà del nostro operato” aveva affermato commentando la sentenza del Tar il presidente della Fondazione San Matteo, Alessandro Venturi, ribadendo “la piena legittimità e correttezza dell’accordo di collaborazione scientifica stipulato con Diasorin, che rientra appieno nelle prerogative istituzionali degli Irccs di diritto pubblico”.

Nella sentenza del TAR si affermava, invece che c’era stato un impiego “di risorse pubbliche, materiali ed immateriali, con modalità illegittime, sottraendole, in parte qua, alla loro destinazione indisponibile”.

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