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I sindaci della Lombardia scendono in campo per una nuova politica della salute

La mortalità per il Covid-19 è legata a fattori di rischio quali il diabete e l'obesità, particolarmente diffusi in tutta la regione e specialmente nell'area metropolitana di Milano. Parte da questo dato oggettivo l'iniziativa di ANCI, per riportare i primi cittadini al centro delle strategie di prevenzione

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 15 Dic. 2020 alle 13:18
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Vera e propria “tempesta perfetta”, la pandemia di Covid-19 si è abbattuta sulla Lombardia evidenziando le criticità di un sistema sanitario tanto di eccellenza su alcune specialità, quanto carente su alcuni bisogni specifici, a partire dalla prevenzione e dalle attività “a basso impatto”. Da qui la necessità di rivedere il modello sanitario, competenza precipua della Regione, conferendo maggiori competenze ai Sindaci, in quanto responsabili della salute dei cittadini e della gestione del territorio.

Oltre a essere la regione più colpita dal Covid-19, la Lombardia è anche quella col maggior numero di malati di diabete e, di questi, ben un terzo (550.000 casi) risiede nell’area metropolitana di Milano. Nel capoluogo vi è inoltre una prevalenza del 7,8% dell’obesità. La mortalità associata a Covid-19 è stata collegata all’età avanzata dei pazienti e alle loro malattie pregresse, tra cui proprio diabete e obesità sono tra i maggiori fattori di rischio. Parte da queste premesse il webinar “Promuovere le politiche sulla salute nelle città”, organizzato da ANCI e ANCI Lombardia e promosso da Health City Institute, C14+ e Cities Changing Diabetes, con il supporto non condizionato di Novo Nordisk, per individuare nuovi modelli gestionali e organizzativi per garantire la salute degli abitanti di Milano.

Michele Carruba, Presidente del Comitato Esecutivo di Milano Cities Changing Diabetes, spiega: “Già prima della pandemia, da una indagine svolta dall’istituto di ricerca Medi-Pragma era emerso che la salute è il tema che sta maggiormente a cuore ai milanesi, e l’adesione della città di Milano al progetto Cities Changing Diabetes ne dimostra l’importanza anche per la sua amministrazione. Infatti, lo scopo del progetto, promosso dall’University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center, in collaborazione con istituzioni nazionali, amministrazioni locali, mondo accademico e terzo settore e con il contributo di Novo Nordisk, è proprio quello di fronteggiare la preoccupante diffusione nelle città delle malattie croniche non trasmissibili, quali diabete e obesità per salvaguardare la salute dei cittadini”.

Milano è entrata nel progetto Cites Changing Diabetes nel 2018, con l’adesione iniziale del Comune meneghino e, man mano allargando il coinvolgimento delle principali amministrazioni dell’hinterland. Oggi sono 31 i Comuni della Città Metropolitana che hanno aderito al progetto, creando un network che complessivamente copre il 65% della popolazione residente ed il 63% delle persone con diabete. Al progetto, oltre alle Amministrazioni comunale e regionale, hanno aderito le Università di Milano, l’ATS di Milano Città Metropolitana, il Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci”, le componenti accademiche, sociali e scientifiche cittadine.

Marina Carini, Prorettore alla Terza Missione, Attività Culturali e Impatto Sociale dell’Università degli Studi di Milano, spiega che “questo progetto è perfettamente in linea con gli obiettivi del prorettorato, in quanto rappresenta la volontà di dialogare con il territorio e di coinvolgere la società, nelle sue varie articolazioni, mettendo a disposizione e valorizzando i risultati della propria ricerca”.

“Le diseguaglianze di salute, ancora presenti nel nostro contesto metropolitano e che rischiano purtroppo di aumentare a causa della pandemia che ha colpito duramente la nostra città, ci spronano a proseguire e migliorare le nostre azioni. Per questo motivo, oltre all’adesione al progetto Cities Changing Diabetes, la città di Milano ha deciso di sottoscrivere il suo impegno ad accelerare azioni di prevenzione del diabete tipo 2 e delle sue complicanze attraverso la firma del sindaco Giuseppe Sala all’Urban Diabetes Declaration”, aggiunge l’assessore milanese Gabriele Rabaiotti, che ha la delega alle Politiche sociali e abitative del Comune.

“Il progetto Cities Changing Diabetes vede coinvolte oggi 36 città a livello mondiale tra cui sei città italiane. Questo network internazionale, straordinariamente dinamico e concreto, ha scelto di porre l’accento sul ruolo proattivo e consapevole dei sindaci per la promozione della salute nei contesti urbani, e sul loro coinvolgimento per affrontare responsabilmente il tema dello sviluppo futuro del Pianeta”, conclude Federico Serra, direttore per l’Italia di Cities Changing Diabetes.

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