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Sanità lombarda, il PD: “Servono cambiamenti radicali, a partire dalla Legge 23”

Anche Zingaretti e Sala all'evento milanese: "Il modello di sanità lombardo voluto da Maroni e promosso da Fontana ha fallito", dichiarano Peluffo e Pizzul

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 23 Lug. 2020 alle 15:38
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Immagine di copertina
Vinicio Peluffo, segretario del PD lombardo

“Il modello di sanità lombardo voluto da Maroni e promosso da Fontana ha fallito. Messo alla prova dalla violenza della pandemia di Covid-19 non ha retto: la gestione degli ospedali confusa, il fallimento della medicina territoriale, la mancanza di dispositivi di protezione individuale per medici e infermieri, le drammatiche scelte sulle RSA, il flop dell’ospedale in Fiera a Milano”.

“Per questo serve un cambiamento radicale, a partire dalla Legge 23. Una svolta possibile anche grazie ai soldi europei senza condizionalità da spendere per il sistema sanitario italiano”. E’ questa la sintesi che il PD fa dell’iniziativa svoltasi presso la sede della Regione Lombardia, con la partecipazione di Nicola Zingaretti, Beatrice Lorenzin, Sandra Zampa, Giuseppe Sala, Vinicio Peluffo, Fabio Pizzul, consiglieri regionali e parlamentari PD, in dialogo con Walter Ricciardi, Giuseppe Remuzzi, Roberta Siliquini, Giuseppe Ippolito e Massimo Galli.

“Il servizio sanitario lombardo, così come plasmato dal centrodestra, non ha retto all’impatto della pandemia. Entro la fine di quest’anno andrà in scadenza la sperimentazione del modello di sanità, voluto dalla Giunta Maroni e proseguita dalla Giunta attuale – ha spiegato Vinicio Peluffo, Segretario lombardo del Partito Democratico – Vogliamo costruire un progetto alternativo. Siamo convinti che una grande opportunità derivi dalla linea di credito, senza condizionalità e con tassi prossimi allo zero, offerta dal meccanismo europeo di stabilità. Secondo le prime proiezioni una cifra intorno ai 6 miliardi di euro potrebbe essere a disposizione della Lombardia. Diciamo al presidente Fontana che sono risorse importanti a cui dire sì senza tentennamenti, sapendo che non possono andare a finanziare ciò che non ha funzionato”.

“L’epidemia ci ha costretto ad aprire gli occhi anche in Lombardia: la sanità può funzionare solo se mette al centro le persone che curano e che devono essere curate – ha aggiunto il Capogruppo PD in Consiglio regionale della Lombardia Fabio Pizzul – Non possiamo più permetterci di considerare gli ospedali solo delle aziende che hanno poco a che fare con i territori che le circondano. La sanità non è solo business e mercato e non si può reggere solo su una competizione tra pubblico e privato: serve una nuova programmazione che parta dalla prevenzione, sviluppi la ricerca e consideri la medicina di base, vicina ai cittadini, come lo snodo fondamentale del sistema e non un semplice presidio burocratico”.

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