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Scontro sui mezzi pubblici in Lombardia, Bussolati: “Fontana non sa di cosa parla”

Il Presidente della Regione: "Da giugno chiediamo più risorse al Governo". La replica del consigliere del Pd: "Sono già stati stanziati 300 milioni, è l'ennesima figura barbina della Lombardia"

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 24 Ott. 2020 alle 09:54 Aggiornato il 24 Ott. 2020 alle 10:42
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Immagine di copertina
Pietro Bussolati, consigliere regionale e membro della segreteria nazionale del Pd, e Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia (Foto: ANSA)

La seconda ondata di Covid-19 sta mettendo a dura prova la Lombardia, dove l’ipotesi di un nuovo lockdown, probabilmente parziale, si fa sempre più insistente nei palazzi del potere. Il Presidente Attilio Fontana difende le proprie scelte, a partire dalla didattica a distanza per le superiori, nonostante le critiche del Pd e quello che il Governatore ha derubricato a “un misunderstanding” con il Sindaco di Milano Beppe Sala, coinvolto con gli altri primi cittadini nel confronto sulle misure da adottare e poi dichiaratosi sorpreso dalle scelte in merito alla scuola.

Il Governatore leghista spiega che il trasporto pubblico locale funziona “in modo assolutamente accettabile, con una saturazione intorno al 50/55%” durante la giornata, ma che sussiste la necessità di “ridurre la pressione” nello spazio di un paio d’ore: “Nell’ora di punta c’è un grande affollamento, soprattutto sulle metropolitane e sui bus. Dobbiamo cercare di ridurre questo affollamento e le ipotesi sono due: o riduciamo la gente che va al lavoro o la gente che va a scuola”.

“Io sono sempre stato a favore della scuola in presenza e contrario alla DAD, ma in una situazione di necessità bisogna fare delle scelte anche dolorose. In questa stessa direzione si è anche mosso il Presidente Emiliano, con un provvedimento assolutamente identico al mio”, ha detto Fontana intervenendo a Sky TG24, aggiungendo: “Da giugno chiediamo al Governo un intervento economico, perché per aggiungere corse servono più risorse, sia in merito alla diluizione dell’inizio dell’orario di lavoro e di studio, non abbiamo avuto risposte. Abbiamo due settimane, speriamo che il Governo ci senta”.

Su questo punto, gli replica con durezza il consigliere del Pd Pietro Bussolati: “Fontana non conosce la situazione e parla a caso. Il Governo per l’introduzione di bus turistici ha stanziato 300 milioni di euro (120 già spesi dalle regioni). La Lombardia, in particolare, con le risorse messe a disposizione, ha introdotto 80 autobus turistici, molti meno dei 350 della Campania, dei 260 dell’Emila Romagna, dei 184 del Veneto e 130 del Lazio. Questo nonostante i chilometri percorsi dalle linee in origine fossero molti meno di quelli della Lombardia”.

Bussolati, che è anche membro della segreteria nazionale di Nicola Zingaretti, definisce l’episodio “l’ennesima figura barbina di Fontana e della sua giunta che si vede sopravanzare dalle altre Regioni (si pensi che la sola Provincia autonoma di Trento ha introdotto più autobus turistici dell’intera Lombardia), nonostante proprio in Lombardia servissero di più”.

“Ma non solo” – rincara la dose l’agguerrito esponente Dem – “Sarebbe compito della Regione e di Fontana incidere su una differenziazione degli orari di ingresso nelle scuole che ha deciso di chiudere e ridefinire con le agenzie di trasporto pubblico locale il servizio di conseguenza. Ma la giunta non fatto nulla in questa direzione e ora si trova in pesante ritardo”.

“Non ha stanziato un euro in più del suo bilancio per potenziare il trasporto pubblico mentre sarebbe necessario e possibile, specie su quello su gomma extraurbano, proprio dove genitori esasperati hanno dovuto noleggiare da soli un bus privato per mandare i figli a scuola”.

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