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Inchiesta sulle RSA lombarde: la finanza perquisisce l’Istituto Palazzolo della Fondazione Don Gnocchi

Le Fiamme Gialle hanno perquisito anche la sede di Ampast, cooperativa che ha sospeso dal servizio i lavoratori che hanno sporto la denuncia sul mancato uso di mascherine e occultamento di casi di positività

Di Redazione TPI
Pubblicato il 21 Apr. 2020 alle 09:58 Aggiornato il 22 Apr. 2020 alle 08:37
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Immagine di copertina
L'uscita di un'ambulanza dall'Istituto Palazzolo Don Gnocchi durante l'emergenza Coronavirus a Milano, 21 aprile 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

La Guardia di Finanza di Milano ha effettuato nella giornata di oggi perquisizioni all’Istituto Palazzolo Fondazione Don Carlo Gnocchi, nell’ambito inchiesta della Procura sulla gestione delle RSA.

Benché il Pio Albergo Trivulzio sia il caso maggiormente discusso, come dichiarato anche dai pm sono in corso varie inchieste anche su altre strutture.

Il fascicolo sul Don Gnocchi è stato aperto in seguito alla denuncia di alcuni lavoratori, secondo i quali i vertici della struttura avrebbero tenuta nascosta la positività al Coronavirus di vari operatori e impedito di usare i DPI.

Nell’indagine sul Don Gnocchi, secondo quanto riferisce Ansa, sono indagati per epidemia e omicidio colposi il dg Antonio Dennis Troisi, il direttore sanitario Federica Tartarone e Fabrizio Giunco, direttore dei servizi medici socio-sanitari.

Sarebbe indagato anche Papa Wall Ndiaye, presidente della Ampast, cooperativa di cui fanno parte i lavoratori della struttura. Le Fiamme Gialle hanno perquisito anche la sede della cooperativa, la quale ha inviato una contestazione disciplinari ai lavoratori che hanno sporto denuncia, sospendendoli dal servizio.

Sulla vicenda la Fondazione Don Gnocchi è assistita dall’avvocato Stefano Toniolo, il quale ha dichiarato “Ho assistito all’attività della polizia giudiziaria presso l’Istituto Palazzolo ed ho potuto apprezzare da vicino l’organizzazione degli uomini e delle donne della Fondazione nel mettere a disposizione tempestivamente e con la massima collaborazione la grande mole di documentazione richiesta. Sono certo che la minuziosa ricostruzione dei fatti che la Magistratura svolgerà sul materiale acquisito contribuirà a confermare la linearità e la trasparenza dei comportamenti degli indagati e della Fondazione e chiarirà anche le ricostruzioni frammentarie e incomplete che si sono susseguite in questi giorni”.

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