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Trash finto e risse vere: ecco cosa c’è davvero dietro i litigi in tv

Lo scontro Sgarbi-Mughini è solo l'ultimo episodio di una lunga serie: vi racconto quello che dovete sapere sulla trash tv (e su di me quando ci sono finita dentro con Asia Argento e Giorgia Meloni)

Di Vladimir Luxuria
Pubblicato il 25 Lug. 2019 alle 17:50 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:11
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Trash: ecco cosa c’è davvero dietro le risse in tv (di Vladimir Luxuria)

Ieri è accaduto di nuovo. Sarebbe troppo scontato dire che i momenti più trash in tv (come quelli che corredano questo articolo) sono solo quelli in cui in studio volano sedie e/o parole basse e grevi. Troppo facile dire che sono volgari quelli in cui c’è lo scontro fisico, quello dove si proferiscono insulti inenarrabili, come è accaduto ieri sera a Rete4, fra Sgarbi e Mughini. C’è anche un’altra tv trash, quella di chi vorrebbe ma non può. Quella di chi ha la presunzione di fare programmi “alti”, in nome dell’informazione, e poi non ne è capace. Lì la volgarità diventa l’uscita di sicurezza.

È la tv dove i conduttori e gli autori chiedono agli ospiti di litigare tra di loro (anche se non ne hanno voglia!) come quando un toro viene pungolato prima di una corrida, e poi fanno finta di scandalizzarsi per lo scontro, signora mia che vergogna nel mio programma queste cose non succedono. Quelli che inventano le notizie, quelli che provocano apposta per vedere scorrere il sangue. Ma in tv può accadere di tutto davvero.

A me è accaduto di trovarmi coinvolta in alcuni episodi che hanno fatto il giro della rete, ma mai programmandolo o mai fingendo per fare scena. Mai su commissione, sempre per passione polemica, se non addirittura civile. Sono stata anche rimproverata per aver partecipato ad alcuni reality, e quando mi sono resa conto di essere andata oltre ho sentito la necessità di chiedere scusa, e ho pensato che questo fosse un gesto di dignità.

Mi è accaduto per esempio di esagerare nella foga polemica almeno due volte. La prima con Asia Argento e la seconda con Giorgia Meloni. Alla prima dissi che non si entrava nelle camere di albergo con un produttore, per poi dichiararsi vittima e accusarlo di essere un molestatore. Alla seconda ricordai che non poteva condannare le famiglie arcobaleno proprio lei che era stata abbandonata da una famiglia tradizionale. La Meloni quella sera si arrabbiò come non mai, e poi scatenò la sua rabbia su Twitter: “Usare il personale per un attacco politico fa schifo”. Purtroppo trascendere può essere molto è facile, ma chiedere scusa per una trashata costa, per l’amor proprio che viene ferito.

Chiedere scusa, per giunta, è considerato mancanza di orgoglio e addirittura poco virile. Persino dalle donne. Io invece l’ho fatto: e alla fine di questo percorso penso che sia molto meglio essere ravveduta che fascista. Ogni riferimento a cose e persone che ho raccontato in queste è puramente voluto.

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