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L’incredibile storia della banda criminale di ragazzini che terrorizzò l’Inghilterra a fine ‘800

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È sempre più probabile l'uscita della sesta e settima stagione di Peaky Blinders, la serie che racconta le vicende di una banda criminale realmente esistita a Birmingham tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento

Il creatore di Peaky Blinders, Steven Knight, ha annunciato che ci sono accordi in corso con il cast per realizzare la sesta e settima stagione della fortunatissima serie.

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La serie racconta l’ascesa al potere, per le strade di Birmingham, di Tommy Shelby e della sua gang di giovani criminali, chiamata appunto Peaky Blinders.

I protagonisti della storia non sono frutto della fantasia del loro ideatore, ma si rifanno direttamente alla banda criminale realmente esistita in Inghilterra tra il XIX e il XX secolo.

A partire dal 1870, nell’ambito di una Birmingham in totale decadenza, governata dalla povertà più assoluta e dal sovraffollamento dei quartieri popolari, la violenza e la criminalità sembravano una buona soluzione per le confuse vite dell’epoca.

Dunque cominciarono a crearsi bande di giovani (talvolta giovanissimi) criminali che si scontravano ferocemente, spesso portando alla morte di qualche membro, per il predominio di aree come Small Heath e Cheapside.

Una delle prime bande createsi nella seconda metà dell’Ottocento fu la Cheapside Slogging Gang, i cui membri venivano chiamati Sloggers, capeggiata da John Adrian e considerata la più potente e spietata di Birmingham, città in cui gli omicidi erano all’ordine del giorno.

La loro arma preferita era la pesante fibbia di una cintura, che utilizzavano per colpire duramente e  piegare fino alla sottomissione donne e uomini del quartiere.

E già nel 1872 il giornale locale Birmingham Mail pubblicò un articolo a proposito, descrivendo la banda come “400 bruti” che portarono “violenza indiscriminata nella zona di Cheapside, aggredendo e rubando”.

Nonostante la polizia si occupasse quotidianamente di queste bande criminali, effettuando arresti e placando gli animi, gli Sloggers accrebbero ulteriormente la loro notorietà nel 1897 assassinando il poliziotto George Snipe.

Inoltre, sulla scia deliberatamente violenta in cui nascevano queste bande, si formò a partire dal 1870 la banda dei Peaky Blinders.

Ciò che rendeva peculiare la nuova banda emergente era il fatto che i suoi membri avessero una “divisa”: berretti con la visiera leggermente inclinata da un lato, cravatta, pantaloni a zampa di elefante, giacche con bottoni di ottone sul davanti e stivali con la punta d’acciaio. Portavano persino sciarpe di seta legate intorno al collo.

I Peaky Blinders utilizzavano il vestiario e lo stile per aggiungere un tocco di classe ai loro modi brutali e per distinguersi dalle altre bande che in quegli anni si aggiravano per i bassifondi.

Anche le donne che gravitavano intorno alla banda vestivano in una certa maniera. Il loro abbigliamento prevedeva ornamenti di perle, una frangetta che copriva la fronte fino agli occhi e foulard di seta dai colori sgargianti, come racconta Philip Gooderson, autore di The Gangs of Birmingham.

I Peaky Blinders erano tanto eleganti quanto brutali, tanto che si è pensato in passato che il nome potesse derivare dal fatto che cucissero le lamette estratte dai rasoi all’interno della visiera dei loro cappelli, come arma di fortuna per aggredire e accecare chiunque gli capitasse a tiro.

Questa leggenda, però, è stata recentemente smentita dal professor Carl Chinn, uno storico che cominciò a occuparsi delle bande di Birmingham dagli anni ’80, il quale ha raccontato a raccontato a Birmingham Mail che al tempo i rasoi erano oggetti molto lussuosi e costosi, che i ragazzi dei Peaky Blinders non avrebbero potuto permettersi.

Dalla prima apparizione dei giovani membri della banda criminale, il 23 marzo 1890, sulla stampa locale, a seguito di una aggressione a un cittadino della zona, i Peaky Blinders vennero segnalati per ogni tipo di attività illecita: furti, disturbi, aggressioni, tutte caratterizzate da un’eccessiva aggressività e dall’utilizzo di armi di fortuna come forchette e attizzatoi.

Le vittime della banda venivano scelte senza un criterio, e dunque rimasero coinvolti uomini e donne, ricchi e poveri, giovani e anziani.

A far parte della banda erano ragazzi capitanati da Stephen McHickie, Harry Fowler (detto “Baby Face”) e Tom Gilbert; ma anche i bambini, nella stessa situazione disperata degli adulti, venivano regolarmente reclutati nei ranghi della banda.

Tra i giovanissimi membri, i più noti erano il tredicenne David Taylor, incarcerato per essere stato sorpreso in possesso di una pistola, e il dodicenne Charles Lambourne.

Coloro che facevano parte della banda erano fedeli e leali, e venivano considerati leggende locali, per questo motivo spesso era impossibile dire quanti erano davvero Peaky Blinders e quanti pretendevano semplicemente di ottenere quello status.

Infatti il termine Peaky Blinders nacque per indicare una banda di persone limitata, ma assunse talmente tanto folklore che venne utilizzato per designare bande di giovani criminali inglese in generale, come racconta Gooderson.

Durante la prima metà del Novecento, però, le famiglie cominciarono ad allontanarsi dal centro della città, provocando un forte abbassamento del potere della bande sui cittadini, oltre al fatto che la crescita delle aree in cui i Peaky Blinders agivano accrebbe la distanza tra bande rivali, diminuendo gli scontri.

Mentre conduceva le sue ricerche, Carl Chinn ha scoperto che molte delle famiglie dei membri della banda conoscevano pochissimo il passato dei loro antenati. “Molti membri della banda non ne hanno più parlato quando sono cresciuti, si vergognavano spesso di ciò che avevano fatto quando erano più giovani”, spiega Chinn.

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