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Sfidare la sindrome di Down facendo le modelle

Due ragazze hanno voluto dimostrare che essere affette dalla sindrome di Down non significa rinunciare ai propri sogni, nè essere un peso per la società

Di TPI
Pubblicato il 17 Mag. 2015 alle 18:43
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Madeline Stuart è una diciottenne australiana affetta dalla sindrome di Down, un disordine genetico causato dalla presenza di una terza copia del cromosoma 21. Originaria di Brisbane, nello stato del Queensland, pratica danza, ginnastica, basket e fa la cheerleader. Vuole cambiare la percezione che la società ha della bellezza, diventando una modella. 

“Se le persone potessero vedere che la bellezza è dentro di noi, la maggior parte delle modelle nel mondo avrebbe la sindrome di Down,” ha affermato Rosanne, madre di Madeline, che la segue nel suo percorso e la supporta costantemente. “Durante le partite sportive della scuola sentivo gli altri genitori dire che non volevano Madeline nella squadra dei loro figli. Pensavano fosse impossibile vincere con lei. Ma le persone con la sindrome di Down possono fare qualsiasi cosa”, continua Rosanne. “Semplicemente hanno un ritmo diverso dal nostro. Date loro una possibilità e vi stupiranno”. 

Madeline e Rosanne vogliono cambiare il modo in cui la società vede la bellezza, e il modo in cui vengono percepite le persone affette dalla sindrome di Down. “Non voglio più sentirmi dire ‘mi dispiace’ quando racconto di avere una figlia down. È una cosa molto ingenua da dire. Il giorno in cui è nata Madeline ho vinto alla lotteria”.

Per inseguire il suo sogno, Madeline ha cambiato radicalmente stile di vita, e ha perso quasi 20 chili. Adesso sta cercando un agente che la aiuti a dare inizio alla sua carriera. Gli obiettivi di Madeline non sono impossibili, come dimostra la storia di Jamie Brewer, anche lei affetta dalla sindrome di down.

Jamie, che ha 30 anni, dal 2011 è un’attrice della celebre serie tv American Horror Story, prodotta dalla casa di produzione americana 20th Century Fox Television, e lo scorso febbraio ha sfilato sulle passerelle della New York Fashion Week, diventando la prima modella affetta da sindrome di down. 

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