Covid ultime 24h
casi +19.143
deceduti +91
tamponi +182.032
terapie intensive +57

Occidente e Oriente a confronto nelle opere di un artista italo-libanese

“La mia pittura vuole dimostrare che può esserci convivenza tra culture diverse. Un punto di contatto tra culture e diversità. Compito dell’arte non è dare risposte ma far vedere la realtà da prospettive diverse"

Di Sara Ahmed
Pubblicato il 21 Ott. 2017 alle 20:01 Aggiornato il 21 Ott. 2017 alle 20:04
471

Ali Hassoun è un artista italo-libanese, nato a Sidone in Libano e arrivato in Italia all’età di 18 anni per iscriversi all’Accademia di Belle Arti a Firenze.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

A 20 anni Ali lascia Siena dove vive quella che lui stesso definisce una “seconda adolescenza, molto diversa da quella vissuta in Libano”: Siena lo colpisce per le sue tradizioni medievali, come il palio e i cavalli che in qualche modo gli ricordano il mondo arabo da cui proviene.

Dopo quindici anni a Siena l’artista sente il bisogno di cambiare stile di vita trasferendosi a Milano.

“Milano ha sicuramente influito con il suo essere contemporanea, complessa, multietnica, una sfida continua”, spiega a TPI Ali Hassoun.

Il viaggio è il tema ricorrente che emerge nella sue opere ed è lo strumento per esplorare nuove esperienze che portano a visioni eterogenee.

Ali conosce profondamente il continente africano: è stato in Costa D’Avorio, in Senegal, in Mauritania e in Gabon. È stato proprio il viaggio in Gabon che ha influito in maniera importante sulle opere dell’artista: numerose sono le donne africane che dipingono i muri con colori vivaci presenti nei sui quadri.

“In Africa è iniziato un percorso di approfondimento, di conoscenza delle mie radici e della mia cultura”, racconta Ali.

Temi portanti delle sue opere sono anche il dualismo e le similitudini tra la cultura occidentale e la cultura araba e africana.

“Mi piace vedere nelle mie opere il paradosso tra le diverse culture: si contrastano ma poi si incontrano. Invece del concetto di “scontro di civiltà”, semplificazione pericolosa e tuttavia molto diffusa oggi in occidente, propongo un’idea di “umanità come qualità universale e comune fra tutti i popoli, fondata su una spiritualità originaria che precede le diversificazioni religiose e politiche” racconta Ali Hassoun. 

“La mia pittura vuole dimostrare che può esserci convivenza tra culture diverse. Un punto di contatto tra culture e diversità. Compito dell’arte non è dare risposte ma far vedere la realtà da prospettive diverse e contraddittorie fino al paradosso”.

Le sue prossime mostre saranno a Milano e Roma. Il 4 novembre sarà inaugurata una mostra a Roma in piazza d’Aracoeli.

La mostra di Milano si terrà invece il 9 febbraio nella Galleria Gustalla di Arte Moderna e Contemporanea. 

471
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.