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Diritti delle donne e cambiamento climatico nella mostra fotografica “Invisible Light” di Sheila McKinnon

Sheila McKinnon è una fotografa, giornalista e artista multimediale canadese, che ha passato la sua vita viaggiando per i paesi in via di sviluppo

Di Camilla Palladino
Pubblicato il 18 Feb. 2018 alle 19:10 Aggiornato il 19 Feb. 2018 alle 13:04
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Dal 14 al 23 febbraio 2018 è esposta, alla Camera dei Deputati di Roma, la mostra fotografica “Invisible Light” di Sheila McKinnon, fotografa, giornalista e artista multimediale canadese che ha vissuto gran parte della sua vita in Italia.

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La mostra è basata su due temi fondamentali: l’educazione delle ragazze e delle donne nei paesi in via di sviluppo, e il problema mondiale del cambiamento climatico.

L’esposizione offre una selezione dei lavori della fotografa, che descrive i pericoli del cambiamento climatico, mascherati dietro l’abile utilizzo della macchina fotografica e descritti in un’esplosione di paesaggi astratti.

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In qualche modo sembra quasi i colori delle fotografie nascondano – o almeno migliorino – la triste e lenta trasformazione del clima sulla terra.

Secondo McKinnon, inoltre, gli effetti del cambiamento climatico potrebbero restringere ulteriormente la priorità dei diritti di educazione per le donne e le ragazze.

La fotografa affronta entrambe le questioni simultaneamente, consapevole che vanno in parallelo e che sono inseparabili.

“Il principio fondamentale della mostra è il cambiamento climatico”, ci ha spiegato Sheila McKinnon. “Io ho passato molti anni della mia vita nei paesi in via di sviluppo, in tante località dell’Africa, dell’India, dell’Asia.

Mentre mi trovavo lì per documentare la situazione dell’educazione e la condizione di vita di donne, ragazze e bambine, mi sono resa conto dei disastrosi problemi climatici visibili e percepibili, come gli improvvisi cambiamenti di temperatura, o la forte siccità”.

La questione ambientale è un discorso centrale dell’attualità mondiale di questi ultimi anni, e la fotografa ha deciso di renderlo protagonista della sua mostra per sensibilizzare l’Italia su un problema globale.

“In Italia ne parlano poche persone, tutti fanno finta che non sia un problema, o che sia un problema di un lontano futuro. Neppure in questo periodo di campagna elettorale, nessun politico parla della questione ambientale.

“Gli unici ambiti in cui si parla dell’argomento sono l’ambito industriale, per quanto riguarda coloro che utilizzano le energie rinnovabili, e l’ambito della ricerca, ad esempio all’Università di Bologna”.

La fotografa, durante i suoi viaggi all’interno dei paesi in via di sviluppo, ha notato che erano soprattutto le donne a doversi confrontare con le battaglie quotidiane contro i cambiamenti climatici: nei villaggi in cui era frequente la siccità andavano a prendere l’acqua, combattevano contro l’avanzamento del Sahara.

Dunque, McKinnon ha pensato di mettere in luce un problema che, seppur distante dal nostro paese, riguarda tutto il mondo, non solamente le società “più fragili”.

Alcune delle foto sono veri e propri documenti delle vite delle donne che McKinnon ha conosciuto e seguito durante i suoi viaggi, altre rappresentano paesaggi astratti e drammatici.

La mostra, inoltre, è completata da due video, il cui argomento principale è sempre quello del problema ambientale e del cambiamento climatico.

“L’uno è più emozionale e drammatico, l’altro più didattico, una piccola spiegazione su cos’è il cambiamento climatico”, ci ha spiegato la fotografa.

“La città di New York, la capitale francese Parigi, la California, Città del Messico, Philadelphia, Londra, la Cina: sono tutti luoghi in cui è stato fatto qualcosa per migliorare la situazione dell’inquinamento, o per lo meno si stanno cominciando a prendere dei provvedimenti. Per in Italia non se ne parla nemmeno?”, si chiede McKinnon.

Nell’ambito dei diritti delle donne, invece, e dei nuovi movimenti femministi che stanno scaturendo dal mondo occidentale, la fotografa pensa che la spinta che sta improvvisamente arrivando porterà a un rapido e radicale cambiamento di pensiero negli uomini e nelle donne.

“Piano piano, il cambiamento di mentalità avverrà anche nei paesi in via di sviluppo. Le cose cambiano: di questi tempi i cambiamenti avvengono molto più rapidamente di ciò che si sarebbe potuto immaginare vent’anni fa.

“Solamente duecento anni fa le donne, anche in Europa, non decidevano chi sposare e non potevano votare. Le cose cambieranno”.

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