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Il fascino degli indigeni siberiani che rischiano di scomparire

Il fotografo Alexander Khimushin ha realizzato una serie di ritratti sulla moltitudine di popolazioni indigene della regione russa, alcune delle quali rischiano di scomparire

Di Anna Ditta
Pubblicato il 27 Giu. 2017 alle 10:45 Aggiornato il 8 Feb. 2018 alle 19:39
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Dal lago Baikal alle coste del mar del Giappone, dalla Yakutia, il posto più freddo al mondo, alle steppe della Mongolia, la Siberia è una regione enorme ed è uno dei luoghi meno conosciuti al mondo.

Nonostante abbia una densità di popolazione molto bassa, questa regione russa ospita una grande varietà di popolazioni indigene con caratteristiche e culture differenti.

Il fotografo Alexander Khimushin ha deciso di raccontare questi popoli all’interno del suo progetto The World In Faces in cui da tre anni raccoglie ritratti che celebrano la diversità e la varietà del mondo.

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Khimushin è nato proprio nella Yakutia e ha lasciato una carriera nel mondo degli affari per girare il mondo e dedicarsi alla fotografia. Dopo aver visitato 84 paesi diversi, il suo ultimo viaggio lo ha riportato in Siberia, dove ha percorso 25mila chilometri in sei mesi per raggiungere anche le località più remote.

“La mia unica missione era catturare i volti e le tradizioni dei vari gruppi indigeni che vivono lì”, ha scritto il fotografo presentando il progetto. “Mentre alcuni gruppi etnici sono dominanti nella loro regione, altri sono sull’orlo della scomparsa, con una popolazione complessiva pari a circa un centinaio di persone. Loro rimangono per lo più sconosciuti nel resto del mondo”.

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La Siberia è una ragione vasta quasi il doppio dell’Australia e ha una superficie superiore rispetto agli Usa, al Canada e all’Europa considerati singolarmente.

Qui il sito del fotografo Alexander Khimushin, qui l’account Instagram del progetto The World In Faces.

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