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La geografia dentro le lacrime

Questa fotografa ha raccolto per anni delle lacrime scoprendo che al microscopio sembrano dei paesaggi

Di Emma Zannini
Pubblicato il 10 Ott. 2017 alle 12:42 Aggiornato il 10 Ott. 2017 alle 16:51
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Il progetto fotografico di Rose-Lynn Fisher ha avuto inizio da una semplice domanda: ” come sono davvero le lacrime?”. Per rispondere ha raccolto circa un centinaio di lacrime, principalmente proprie e dei famigliari, e le ha analizzate con un microscopio, fotografandole.

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Dai vetrini risultavano composizioni simili a paesaggi, come fossero “viste aeree di territori emotivi”, che hanno fatto riflettere l’artista sulle somiglianze tra micro e macro realtà, su come un terreno eroso da anni possa essere evocato da una lacrima raccolta da neanche un minuto.

Nonostante quindi si tratti di un composto chimico, in queste fotografie sembra rappresentato una sorta di paesaggio dell’anima. Infatti, se anche vi sono impresse biologicamente la persona da cui provengono e la tipologia di lacrima, che dipende cioè dalla causa del pianto, queste conformazioni così diverse e artistiche non sembrano essere riconducibili a cause scientifiche.

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La fotografa prevede di continuare il progetto The Topography of Tears, per indagarne più a fondo l’aspetto poetico, legato alla vita, e, come sostiene, sprofondare nel mistero.

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