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Le foto erotiche e proibite che ritraggono i cittadini dell’ex Unione Sovietica negli anni ’70 e ’80

Le immagini d'autore del fotografo siberiano Nikolay Bakharev raccontano un lato nascosto delle città industriali della Russia sovietica

Di Laura Melissari
Pubblicato il 6 Mag. 2018 alle 16:03 Aggiornato il 8 Giu. 2018 alle 12:40
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Nel corso degli anni ’80, l’artista siberiano Nikolay Bakharev lavorava come fotografo di fabbrica nell’URSS.

Per integrare il suo stipendio, Bakharev faceva il ritrattista sulle spiagge della Russia Orientale. In alcuni casi invitava i suoi soggetti a posare per lui in un ambiente più intimo, per fotografie erotiche, che all’epoca erano illegali.

Dopo la caduta della cortina di ferro, Bakharev iniziò a lavorare più apertamente come artista, sebbene fosse spesso etichettato come “pornografo”.

Le sue fotografie di questo periodo rivelano molto di più dei corpi dei suoi soggetti, facendo trasparire i sogni e i desideri più nascosti degli abitanti delle città industriali.

“Sarebbe facile interpretare queste immagini semplicemente come l’immaginazione pornografica di un vecchio manipolatore e sporco, eppure c’è qualcos’altro dentro di loro – negli occhi dei soggetti, nella loro franchezza, nella loro curiosità e collusione, così come in ciò che li circonda – questo suggerisce quello che sta succedendo qui, e che ciò che è in gioco e in evidenza si estende ben oltre i regni della sessualità esplicita, del voyeurismo e della semplice titillazione”, ha detto il fotografo Aaron Schuman commentando il lavoro di Bakharev.

Negli anni ’60 e ’70 era illegale fotografare persone nude. Assumersi il ruolo di “fotografo di spiaggia” ha permesso a Bakharev di guadagnarsi da vivere e dipingere i suoi soggetti in un modo molto più rivelatore di quanto fosse ufficialmente permesso.

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