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Il discorso di Robert De Niro alla manifestazione anti-Trump a New York

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L'attore ha guidato insieme a Michael Moore, Mark Ruffalo, Cher e altre celebrità una protesta di fronte alla Trump Tower di Manhattan

Circa 25mila persone si sono ritrovate ieri giovedì 19 gennaio di fronte al Trump International Hotel and Tower di New York, nei pressi di Central Park, per una manifestazione di protesta contro il presidente eletto Donald Trump, che oggi giurerà a Washington.

La manifestazione, intitolata United We Stand, è stata organizzata dal noto regista di documentari Michael Moore, e ha visto la partecipazione di molte celebrità, soprattutto tra gli attori di Hollywood.

Erano infatti coinvolti, e hanno parlato da un palco alla folla presente, attori come Robert De Niro – che già aveva manifestato tutta la sua antipatia per il neopresidente in un video diventato virale pochi mesi fa -, Mark Ruffalo (tra i volti de Il caso Spotlight e The Avengers), Julianne Moore, Cher, Sally Field e Alec Baldwin, che durante la campagna presidenziale ha offerto ogni settimana un’imitazione di Trump al programma comico Saturday Night Live.

Secondo gli organizzatori, la serata è stata organizzata per avviare “un movimento di resistenza” e fare pressione sul Congresso degli Stati Uniti, e sulle autorità locali, per opporsi alle politiche proposte da Trump, che secondo i manifestanti minacciano i diritti civili, gli immigrati e le minoranze.

Anche il sindaco di New York Bill De Blasio ha preso la parola, dichiarando che “Donald Trump può essere in grado di controllare l’ordine del giorno a Washington, ma non può controllare il nostro destino di americani”.

Robert De Niro è stato il primo oratore a salire sul palco, ha ringraziato i suoi “amici sopravvalutati” e ha ironizzato sui tweet del presidente eletto, immaginandone uno in cui la sua carriera venisse definita “un disastro: è stato anche scartato per Il padrino – Parte IV e per I magnifici sette. Patetico!”. Ha anche scherzato dicendo, sempre leggendo un immaginario tweet di Trump: “De Niro dovrebbe restituire il suo Oscar! Ci sono stati brogli nelle votazioni! C’è solo un vero Toro scatenato, ed è Vladimir Putin”. 

In seguito è passato a toni più seri e ha ricordato: “Proprio come i nostri padri fondatori, si può amare il nostro paese e non amarne qualsiasi aspetto: è comprensibile. Si può amare la propria città, come faccio io, e non amarne qualsiasi aspetto. È un po’ quello che pensavo quando ho detto che avrei voluto che voi-sapete-chi se ne andasse da questa città. Non mi interessava dove, ma di certo non ho mai pensato che sarebbe finito a Washington!”

“È un cattivo esempio per questo paese, per questa città. Il nostro presidente eletto ha detto che il nostro paese è una discarica per il mondo. Davvero? Queste folle di persone che vorrebbero respirare liberi hanno costruito il nostro paese e sono la linfa vitale della nostra forte, varia e splendida New York City”.

“Ci hanno dato la forza di prosperare a metà degli anni Settanta, quando il governo ci aveva abbandonato come città. Ci hanno dato la forza di riprenderci dopo la tragedia dell’11 settembre. Ora ci stanno dando la forza di perseverare di fronte alle promesse del governo entrante”.

“Speriamo tutti che la nuova amministrazione abbandoni i suoi piani divisivi, razzisti, misogini, ignoranti e che ci guidi con intelligenza e compassione. Qualunque cosa accada, noi americani, noi abitanti di New York, noi patrioti, resteremo uniti per i nostri diritti e per i diritti dei nostri concittadini”.

Questo il video del suo intervento, e in alto la fotogallery della manifestazione:

(Credit: Global News/YouTube)


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