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“La Commissione Ue ha bisogno dei voti dei sovranisti”: parla la vice presidente Vestager

La vice presidente della Commissione Ue commenta le difficoltà dell'Europa di oggi

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 4 Nov. 2019 alle 12:21 Aggiornato il 4 Nov. 2019 alle 14:39
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Immagine di copertina
Margrethe Vestager Credit: Ansa

Vestager, Commissione Ue antitrust: “L’Ue avrà bisogno dei voti dei sovranisti”

“Non abbiamo scelta: a seconda dei dossier inviteremo i gruppi sovranisti a collaborare e chiederemo i loro voti. Non porteremo in aula proposte prendere o lasciare. Al contrario, saremo in contatto da subito con i maggiori gruppi dicendo cosa stiamo progettando e ascolteremo le loro idee prima di chiudere i testi”. La commissaria Antitrust e vicepresidente della Commissione Ue, Margrethe Vestager, in un’intervista al quotidiano La Repubblica spiega che “è una situazione senza precedenti con tre candidati rigettati. Penso che tutti abbiano avuto modo di riflettere e capito che le istituzioni devono riprendere a funzionare”.

Maggioranza “variabile”

“Lo chiedono i cittadini – continua Vestager – quindi penso che avremo una Commissione il primo dicembre o al massimo un po’ più tardi”.

La responsabile dell’Antitrust europeo sottolinea che “questo è il Parlamento che abbiamo, lo hanno scelto gli elettori. I cittadini si aspettano che i gruppi lavorino insieme. Da noi in Danimarca è normale avere una maggioranza con diversi partiti che spesso non sono d’ accordo, ma poi negoziano e trovano compromessi capaci di rappresentare tutti. Certo, Ppe e socialdemocratici prima governavano in due e ora devono lavorare in tre insieme a Renew. Una nuova situazione per loro”.

I dissidi interni porteranno i politici di Bruxelles a trovare di volta in volta alleanze. E Margrethe Vestager, politica danese abituata alla concertazione tra le parti, non ha dubbi nemmeno quando si parla di sovranisti, che siano polacchi, francesi, tedeschi o italiani: “Questo è il Parlamento che abbiamo, lo hanno scelto gli elettori – ha affermato – Non abbiamo scelta: a seconda dei dossier inviteremo i gruppi a collaborare e chiederemo loro i voti”.

In cerca di nuovi nomi per la Commissione

La Commissione europea è bloccata: i lavori dovevano partire il primo novembre ma tutto è slittato a causa di tre nomi rigettati dall’Europarlamento. Si tratta dei candidati di Francia, Romania e Ungheria.

Sylvie Goulard, la commissaria designata da Emmanuel Macron per rappresentare la Francia nel team di Ursula von der Leyen, è stata mandata a casa per due vicende che hanno messo in dubbio la sua indipendenza e la sua correttezza. Uno scandalo legato al pagamento di un suo assistente quando era europarlamentare e una consulenza pagata 10 mila euro dal think tank Berggruen sempre quando era deputata a Strasburgo.

E la commissione giuridica del Parlamento europeo ha bocciato gli eurodeputati hanno ritenuto che i due commissari indicati da Bucarest e Budapest, la socialista Rovana Plumb e il conservatore ungherese Làszlò Tròcsànyi, perché “non in grado di esercitare le proprie funzioni conformemente ai trattati e al codice di condotta”.

Ribaltone sovranista

I sovranisti non hanno avuto i numeri per rovesciare l’Unione Europea come avrebbero voluto alla vigilia del voto per Bruxelles del 26 maggio scorso.

Ma hanno abbastanza potere per condizionarne le scelte: la Commissione dovrà scendere a compromessi anche con loro per far passare determinate riforme. Un grande rischio, perché l’Unione Europea sembra essere nella fase in cui è costretta ad allearsi con i suoi principali nemici.

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