Venezuela povertà, persino gli omicidi calano: i criminali non hanno soldi per le pallottole

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 20 Giu. 2019 alle 11:05 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:21
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Credit: Federico PARRA / AFP

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Il Pil, in caduta libera dal 2014, ha perso il 18 per cento solo nell’ultimo anno e l’inflazione è alle stelle, arrivata a 2,5 milioni per cento. I prezzi raddoppiano in media ogni 26 giorni, erodendo il potere d’acquisto. Inoltre, più di un lavoratore su tre è disoccupato.

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La maggiore agenzia stampa del mondo, ovvero la Associated Press, ha svelato un risvolto inedito e impensabile della crisi economica in atto nel Paese sudamericano.

“I criminali venezuelani sono tra quelli che sentono di più gli effetti della rovinosa crisi economica del paese. Le rapine sono diventate più rare in quanto i gangster fanno fatica a pagare i proiettili e le persone non si portano dietro denaro o oggetti di lusso che valga la pena rubare”.

Esatto: i criminali venezuelani non hanno soldi a sufficienza per acquistare i proiettili necessari per effettuare le rapine. Inoltre, i criminali stessi sono sempre più incapaci di trovare cose da rubare man mano che la ricchezza del paese diminuisce rapidamente.

L’Associated Press ha parlato con due gangster a Petare, una famigerata baraccopoli alla periferia della capitale venezuelana, Caracas, che hanno dichiarato di far fatica a guadagnarsi da vivere con le rapine, una fonte di guadagni precedentemente molto redditizia.

Il capo di una banda ha detto all’Associated Press che spesso non vale la pena usare un caricatore di proiettili da $ 15.
Le morti violente sono diminuite via via che l’economia ha iniziato a precipitare”.

“Sebbene i proiettili siano ampiamente disponibili sul mercato nero, molti rapinatori non possono più permettersi il prezzo di $ 1, ha detto un criminale noto come “Dog” all’agenzia di notizie.

Il venezuelano medio guadagna solo $ 6,50 al mese, secondo l’AP, e l’iperinflazione alle stelle rende i contanti ogni giorno più inutili.

“Una di queste banconote prima bastava a comprare una pistola”, ha detto Dog mentre accartocciava una banconota da 10 bolivar. “Ora non vale niente.”

Per un altro gangster, “El Negrito”, che guida una gang chiamata Crazy Boys, è diventato sempre più difficile mantenere la moglie e la figlia con le rapine. Sparare una pallottola è un lusso ora, ha detto.

“Se usi tutto il caricatore, stai buttando al vento $ 15”, ha detto all’AP. “Se perdi la pistola o la polizia la prende stai buttando via $ 800”.

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Le morti violente sono diminuite da quando l’economia venezuelana ha iniziato a precipitare.

Nel 2015, il paese sudamericano aveva un tasso di omicidi di 90 persone ogni 10omila abitanti, secondo l’Osservatorio venezuelano per la violenza. Lo scorso anno tale tasso è diminuito di quasi il 10 per cento, anche se il Venezuela rimane uno dei paesi più violenti al mondo.

L’organizzazione no profit, che aggrega i dati degli obitori e dei resoconti dei media, attribuisce in parte questa riduzione alla riduzione degli assalti per rapina – perché non c’è nulla da rubare.

Poiché molti venezuelani fanno fatica a pagare i beni di base come cibo, medicine o vestiti, ci sono meno automobili o oggetti di lusso in giro che i criminali possono rubare. E la maggior parte delle persone usa a malapena i contanti a causa dell’inflazione in aumento.

Un’altra ragione per cui la violenza sta diminuendo, secondo il non-profit, è che molti venezuelani stanno lasciando il paese in crisi. Più di tre milioni di persone sono emigrate.

Migliaia di venezuelani sono entrati in Perù attraverso il confine settentrionale con l’Ecuador prima che scattassero le nuove misure per l’ingresso: ossia il passaporto e un visto umanitario. In novemila hanno attraversato il confine in un solo giorno, con la semplice carta d’identità, per sfuggire alla crisi politico-economica che stritola il Venezuela: il numero più alto mai registrato dalle autorità dell’immigrazione peruviana.

Dal 2016 in Perù si sono stabiliti oltre 820.000 venezuelani, 270mila dei quali hanno cercato lo status di rifugiati. Il presidente peruviano Martin Vizcarra ha detto che i nuovi requisiti di ingresso renderanno l’immigrazione “più sicura e più ordinata”, perché il grande flusso di immigrati venezuelani sta rendendo più difficile per i peruviani trovare lavoro.

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