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Vaccino, nelle prossime settimane ritardi in consegne Pfizer a Paesi Ue. Von der Leyen: “Ci aspettiamo che calendario venga rispettato”

Il primo ministro ungherese Viktor Orban punta sul vaccino cinese: "Torneremo alla normalità prima dell’estate”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 15 Gen. 2021 alle 16:58 Aggiornato il 15 Gen. 2021 alle 17:14
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Immagine di copertina
Vaccino Pfizer negli Usa. Credit: Epa

Le consegne dei vaccini anti Covid-19 Pfizer-BioNTech ai Paesi europei potrebbero avere dei ritardi nelle prossime 3 o 4 settimane a causa dei lavori in corso nello stabilimento di Puurs, in Belgio, dove le dosi vengono prodotte. A renderlo noto è stato il ministero della Salute tedesco precisando che “la Commissione Ue e, attraverso essa, gli Stati membri dell’Ue, sono stati informati con un breve preavviso che Pfizer non sarà in grado di rispettare pienamente le quantità di vaccino promesse”.

“A seguito delle notizie sui ritardi nella consegna sui vaccini ho chiamato immediatamente l’amministratore delegato di Pfizer”, ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa. “Mi ha spiegato che c’è un po’ di ritardo per la prossima settimana, ma mi ha anche assicurato che tutte le dosi ordinate per il primo trimestre saranno consegnate nel primo trimestre. Mi ha assicurato che il ritardo sarà ridotto al massimo”.

“Ci aspettiamo che il calendario di consegne venga rispettato” dal momento che “la prima dose è stata somministrata e all’interno di una certa distanza di tempo è necessario somministrare la seconda”, ha sottolineato Von der Leyen. “L’amministratore delegato di Pfizer mi ha assicurato che sarà fatto il possibile per ridurre il ritardo il più possibile“.

Anche l’Istituto norvegese di sanità pubblica nelle scorse ore aveva parlato di una riduzione temporanea nelle consegne di vaccini anti-Covid in Europa “dalla prossima settimana”, in attesa che Pfizer riesca a migliorare le proprie capacità di produzione. Non è chiaro quanto tempo ci vorrà prima che l’azienda torni alla massima capacità di produzione, che sarà aumentata da 1,3 a 2 miliardi di dosi all’anno. L’entità della riduzione per l’Europa non è stata precisata, ma per la Norvegia la diminuzione sarà del 17,8 per cento.

Intanto, il governo ungherese di Viktor Orban sceglie di puntare sul vaccino anti-Covid cinese e stringe un accordo con la Cina per forniture del vaccino Sinopharm. Da parte dell’Ungheria è l’ennesima mossa di rottura con Bruxelles, dopo la decisione di Budapest di procurarsi forniture del vaccino russo, Sputnik V. Né il vaccino russo né quello cinese sono stati approvati dall’Ema. “Con il vaccino cinese torneremo alla normalità prima dell’estate”, assicura Orban.

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