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Gli Stati Uniti salvano 70 ostaggi curdi in mano all’Isis

Gli ostaggi rischiavano di essere giustiziati dai miliziani dello Stato islamico in Iraq. Nel blitz sarebbe morto un militare statunitense

Di TPI
Pubblicato il 22 Ott. 2015 alle 17:41 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 20:10
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Immagine di copertina

Un’operazione congiunta dell’esercito statunitense e di quello iracheno ha portato alla liberazione di 70 curdi, prigionieri dell’Isis in Iraq, che erano sul punto di essere giustiziati.

Secondo quanto riportato da diversi media, un soldato statunitense sarebbe morto nel corso del blitz.

L’azione avrebbe avuto luogo la mattina di giovedì 22 ottobre all’interno di una prigione nei pressi della cittadina di Hawijja, nei pressi della città irachena di Kirkuk, in una zona a maggioranza curda ma sotto il controllo del sedicente Stato islamico.

Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense New York Times, diversi miliziani dell’Isis sarebbero stati catturati nel corso dell’operazione.

Se dovesse essere confermata la morte di un soldato statunitense nel corso del blitz, si tratterebbe del primo militare americano a morire dall’inizio della campagna intrapresa dagli Stati Uniti contro l’Isis iniziata nell’agosto del 2014.

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