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Un Trump mai visto così, ma Biden non lo mette Ko: nell’ultimo dibattito vince la noia

Di Iacopo Luzi
Pubblicato il 23 Ott. 2020 alle 12:37 Aggiornato il 23 Ott. 2020 alle 12:38
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Immagine di copertina

Usa, l’ultimo dibattito tra Trump e Biden

Se doveva essere il dibattito della svolta per il presidente Trump, il faccia a faccia che avrebbe cambiato le sorti di queste elezioni americane, beh, l’unica cosa che ha veramente trionfato ieri sera a Nashville, Tennessee, è stata la normalità. E a tratti la noia. Non fraintendetemi: finalmente gli americani hanno meritatamente assistito a un dibattito presidenziale vero e proprio, ordinato, decente, senza offese, senza urli, con delle idee e delle proposte da entrambe le parti, senza quel caos che aveva negativamente contraddistinto il precedente scontro, un paio di giorni prima che Trump annunciasse la sua positività al virus. Se qualcuno si aspettava una nuova lotta sporca, senza esclusione di colpi, è meglio che vada a riguardarsi il triste spettacolo di un mese fa.

Moderato ottimamente dalla giornalista della NBC Kristen Welker, complice anche la minaccia di mutare i microfoni dei due avversari in caso d’interruzioni durante i minuti concessi a ognuno dei candidati per parlare, si può dire che Trump si è comportato in una maniera inaspettata, persino sorprendente, conoscendolo, senza interrompere Biden e lasciandolo finire di parlare. Anzi, a essere onesti, chi ha interrotto varie volte l’avversario, è stato proprio Biden stesso. Chi lo avrebbe mai potuto immaginare? Sul palco è sembrato di vedere un Donald Trump come non lo avevamo mai visto prima. Secondo gli analisti, con una volontà ben precisa: dimostrare di non essere semplicemente una scheggia impazzita, un cavallo pazzo, ma anche una persona seria, affidabile e civile. Presidenziale. Tutto pur di convincere gli indecisi e, soprattutto, i repubblicani che non lo appoggiano più.

Mentre l’ex vicepresidente, rispetto al fiacco dibattito di Cleveland, sorprendentemente ha dimostrato di avere molta più energia che in precedenza, certo senza evitare i suoi consueti balbettii, ma con una forza e una calma diversa rispetto a quella del mese scorso, dove la rissa verbale con Trump lo aveva trascinato nella baraonda senza che nessuno, alla fine, potesse capirci qualcosa veramente. I temi sono stati vari, con la pandemia e la sua pessima gestione come cavallo di battaglia per Biden, mentre Trump si è dipinto nuovamente, stessa cosa fatta nel 2016, come il nemico dell’establishment, l’outsider che è sceso in campo per fronteggiare il mondo marcio della politica americana, di cui Biden è il rappresentante più grande da quaranta anni e più. Una strategia che ha funzionato nuovamente e che piacerà a tanti elettori.

Entrambi hanno guadagnato punti stasera e convinto qualche elettore indeciso, non ci sono dubbi a riguardo, ma se si dovesse obbligatoriamente decretare un vincitore a Nashville, forse sarebbe Joe Biden, e non perché abbia messo in piedi chissà quale grande prestazione in questo dibattito, ma semplicemente perché ne è uscito intatto, senza fare danni, senza compromettersi con qualche gaffe o affermazione fuori posto. In poche parole: senza mandare tutto in malora come in molti temevano. Considerando i suoi ampi vantaggi nei sondaggi, sia a livello nazionale, ma anche in diversi stati in bilico, essere sopravvissuto, ancora una volta, a un dibattito, avendo potuto persino spiegare le sue politiche senza interruzioni, è stato tutto un guadagno per il democratico. E ricordiamoci una cosa: il secondo dibattito era già stato cancellato per la positività di Trump e le successive schermaglie fra i due partiti, con Biden tutto contento di essersi evitato una possibile gatta da pelare.

Trump sicuramente è riuscito a dimostrarsi molto più credibile che in precedenza, provando a far innervosire Biden con gli attacchi alla sua famiglia, a suo figlio Hunter, alle sue decisioni come vicepresidente di Obama, ma senza riuscire in quello di cui aveva tremendamente bisogno: guadagnare terreno e recuperare consensi, annientando dialetticamente il suo rivale in questa ultima grande occasione prima delle elezioni, e con tutta la spinta dovuta al fatto di essere guarito dal COVID-19 in tempi record. Ovviamente non sono mancate le tradizionali bugie del presidente, dagli immigrati che non si presentano alle udienze per l’approvazione dell’asilo politico fino ad arrivare al fatto che gli Stati Uniti stiano facendo benissimo nella gestione della pandemia.

Cosa non vera, quando si registra una media di 70mila casi al giorno nel paese. Tuttavia Biden non è riuscito mai realmente, probabilmente per mancanza di forza o di lucidità (ha comunque settantasette anni) a sferrare un vero colpo vincente al rivale repubblicano. Un KO che avrebbe chiuso la questione una volta per tutte. Se il primo dibattito sarà ricordato per frasi forti come “Puoi stare zitto?” o “Sei un clown”, questo ultimo incontro non lascerà molte tracce, probabilmente, ed è difficile pensare che potrà spostare l’ago della bilancia più di tanto in termini di voti. In fondo, molti sanno già per chi voteranno il tre di novembre. Con già più di quaranta milioni di persone che hanno votato anticipatamente in America, mentre emergono notizie di possibili nuove intromissioni russe nelle elezioni, ora non rimane niente da fare, se non aspettare e vedere cosa voterà la gente veramente, al di là dei sondaggi. Mancano undici giorni alle elezioni e per Biden, a meno di cataclismi, non sembrano esserci altri ostacoli prima delle imminenti elezioni.

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