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Ursula von der Leyen eletta presidente della Commissione europea

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 16 Lug. 2019 alle 19:33 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:41
Immagine di copertina
Ursula von der Leyen Credit: AFP

Ursula von der Leyen eletta presidente della Commissione europea

Ursula von der Leyen è la nuova presidente della Commissione europea, la prima donna alla guida dell’esecutivo Ue. Il Parlamento europeo ha scelto la ministra della Difesa tedesca, molto vicina alla cancelliera Angela Merkel, per la successione di Jean Claude Juncker.

Von der Leyen è stata eletta con 383 voti favorevoli dopo lunghe trattative politiche: fino a poche ore dal voto, infatti, non era certo che la candidata sarebbe riuscita a ottenere la maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto (ossia almeno 374 preferenze su 747 deputati).

L’Ue di von der Leyen nel discorso prima del voto: “Svolta verde, salario minimo europeo, più fondi Erasmus”

Il discorso di von der Leyen prima del voto

Prima del voto, Ursula von der Leyen, da candidata alla presidenza, ha tenuto un accorato discorso nell’aula del Parlamento europeo, nel quale ha illustrato la sua visione politica. “Finalmente una donna candidata presidente”, ha esordito la candidata, che ha poi toccato alcuni tra i temi più spinosi per l’Unione europea, dai migranti al lavoro, fino alla Brexit.

Von der Leyen è favorevole, ad esempio, al salario minimo europeo: “Voglio garantire che in un’economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa”, ha detto.

Sulla questione migranti la candidata ha sottolineato come l’Ue abbia “bisogno di frontiere umane”: “Dobbiamo salvare le vite, ma anche dobbiamo ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti”, ha sottolineato. “Proporrò un nuovo patto per la migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino. Questo ci consentirà di tornare ad una pienamente funzionale area Schengen, che è il più importante traino per la nostra prosperità, sicurezza e libertà”.

Secondo von der Leyen, di fronte a “sfide come la globalizzazione, la digitalizzazione del mercato”, “alcuni si rivolgono a regimi autoritari, altri si rivolgono al protezionismo”. “Queste azioni non valgono per noi, che vogliamo seguire la strada europea”, ha però dichiarato la neo-presidente della Commissione europea. “Noi vogliamo il multilateralismo, il commercio equo e difendiamo un ordine basato sulla legge” ma anche “procedere sullo stile europeo. Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica”.

Quanto all’affaire Brexit, von der Leyen ha spiegato di essere “disposta a garantire un’ulteriore proroga al recesso nel caso in cui fosse necessario più tempo per motivi validi”. “In ogni caso il Regno Unito rimarrà nostro alleato, nostro partner e un paese amico”, ha precisato la leader europea.

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Ursula von der Leyen pronuncia il suo discorso nell’aula di Strasburgo. Credit: Afp/Michael Kappeler/dpa

L’elezione della presidente

Ursula von der Leyen è stata eletta presidente della Commissione europea dopo essere stata scelta nelle scorse settimane dal Consiglio europeo con voto a maggioranza qualificata. Oggi la candidatura dell’ex ministra tedesca è passata al vaglio degli eurodeputati. Il voto si è svolto a scrutinio segreto con elezione a maggioranza assoluta (era necessaria cioè la metà più uno dei parlamentari).

A questo punto, von der Leyen porterà avanti la procedura per l’insediamento della Commissione entro i termini stabiliti. In particolare, la neo-presidente sceglierà insieme al Consiglio europeo “l’elenco delle altre personalità che propone di nominare membri della Commissione”, a propria volta sottoposte a un processo di selezione di fronte all’Eurocamera.

Chi è Ursula von der Leyen

Von der Leyen, 60 anni, medico, dal 2013 è ministra della Difesa nel Governo tedesco guidato da Angela Merkel [la sua biografia].

Nata a Ixelles, in Belgio, l’8 ottobre 1958, la neo-presidente della Commissione europea è figlia di Ernst Albrecht, ex presidente della Bassa Sassonia e politico molto conosciuto in Germania.

Von der Leyen ha trascorso gran parte della sua infanzia in Belgio. Dopo aver frequentato per sette anni la scuola europea di Bruxelles, nel 1971 von der Leyen si trasferisce con la famiglia in Germania, precisamente a Lehrte, nella Bassa Sassonia.

Tra il 1977 e il 1980 studia Economia a Göttingen e Münster, ma poi cambia Facoltà e si iscrive a Medicina all’Università di Hannover, dove si laurea nel 1987 e dove consegue un dottorato nel 1991, prima di trasferirsi in California all’Università di Stanford.

Agli inizi degli anni Novanta, Ursula von der Leyen si iscrive all’Unione cristiano democratica (il partito di cui oggi è leader la cancelliera Angela Merkel).

Nel 2001 ottiene un mandato locale presso la regione di Hannover e nel febbraio del 2003 viene eletta deputata al Landtag della Bassa Sassonia.

Nel 2005 Merkel la nomina ministra della Famiglia e da allora von der Leyen non lascerà mai il governo tedesco.

Nel 2009, dopo le dimissioni di Franz Josef Jung, passa alla guida del Ministero del Lavoro e degli affari sociali.

Nel dicembre del 2013 diventa ministro della Difesa: è la prima donna a ricoprire questo ruolo. Ora è diventata anche la prima donna a guidare l’esecutivo Ue.

Il ruolo del presidente della Commissione europea

Il presidente della Commissione europea equivale, a grandi linee, a un capo di governo della Unione europea. Il suo ruolo e la sua elezione sono disciplinati dall’articolo 17 del Trattato sull’Unione europea.

Come numero uno dell’esecutivo Ue, Von der Leyen avrà il compito di definire la linea politica della Commissione (“definire gli orientamenti nel cui quadro la Commissione esercita i suoi compiti”), decidere “l’organizzazione interna della Commissione per assicurare la coerenza, l’efficacia e la collegialità della sua azione” e nominare i vicepresidenti tra i commissari, fatta eccezione per l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.

Inoltre, il presidente è investito da un ruolo di leadership e può richiedere le dimissioni di un membro della Commissione. La figura è uscita rinforzata dal trattato di Lisbona (efficace dal 2009), visto che il suo insediamento è legittimato dall’unico organo eletto direttamente dai cittadini, il Parlamento.