Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 15:05
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

L’Unione europea revoca le sanzioni contro la Bielorussia

Immagine di copertina

Bruxelles vuole ristabilire relazioni di cooperazione con Minsk, ma l'embargo sulle armi non verrà rimosso

L’Unione europea ha revocato le sanzioni che da cinque anni pesavano sulla Bielorussia e sul governo autoritario del presidente Alexander Lukashenko, lunedì 15 febbraio 2016.

Nell’annunciare la decisione durante la riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles, l’Ue ha chiarito che non revocherà l’embargo sulle armi né le sanzioni su quattro uomini sospettati di essere coinvolti nella scomparsa di due membri dell’opposizione, un uomo d’affari e un giornalista.

In origine, le sanzioni riguardavano 170 individui tra cui Lukashenko stesso e tre società. Esse erano già state temporaneamente sollevate alla fine di ottobre e per quattro mesi in un gesto di incoraggiamento. La decisione presa oggi sarà definitiva a partire dal primo marzo.

L’Ue si è detta soddisfatta dei progressi fatti dal paese in materia di diritti umani, ma la mossa appare anche volta a migliorare la posizione di Bruxelles tra i paesi nella sfera d’influenza russa.

Dal canto suo, Lukashenko sta cercando di ripulire la sua immagine all’estero per essere meno dipendente dall’alleato russo, che è a sua volta sottoposto alle sanzioni dell’Ue per via del conflitto in Ucraina e che sta risentendo del crollo del prezzo del petrolio.

L’Ue, che intende incoraggiare la democratizzazione della Bielorussia, ha cambiato il suo approccio nel tentativo di coinvolgere piuttosto che isolare i vicini dell’Europa centrale e orientale, anche nell’ottica di contrastare l’aggressività russa, che ha portato all’annessione della penisola ucraina della Crimea nel 2014.

Il ministero degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha commentato: “La decisione non è certo stata presa illudendoci che la Bielorussia cambi dal giorno alla notte”, ma nel rispetto di un approccio al tempo stesso misurato e costruttivo nei confronti dell’ex stato sovietico.

Lukashenko, che è stato additato dagli Stati Uniti come l’ultimo dittatore d’Europa, ha convinto l’Ue tenendo elezioni presidenziali pacifiche lo scorso ottobre, consentendo il rilascio di alcuni prigionieri politici e ospitando a Minsk i colloqui di pace tra l’Ucraina e la Russia. Tuttavia, Bruxelles insiste anche perché la Bielorussia abolisca la pena di morte.

I rappresentanti dell’Ue avevano avvertito Lukashenko, al potere da vent’anni, che la revoca delle sanzioni sarebbe dipesa dallo svolgimento pacifico delle elezioni dell’11 ottobre 2015, che hanno confermato la presidenza a Lukashenko stesso, ma non sono state caratterizzate dalla repressione che aveva invece inficiato le votazioni del 2010, portando l’Ue a imporre le sanzioni.

La dichiarazione rilasciata da Bruxelles rende noto che l’Ue è disposta ad aiutare economicamente la Bielorussia e ad aprirle canali commerciali privilegiati, sostenendo anche la sua candidatura per accedere all’Organizzazione mondiale del commercio (Omc).

Le imprese bielorusse potranno accedere ai finanziamenti della Banca europea per gli investimenti e della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2025: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Ti potrebbe interessare
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2025: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre un centinaio nel resto della regione. Usa e Israele continuano i raid. Contrattacchi su Qatar, Bahrein, Kuwait ed Emirati. Colpito anche un aeroporto in Azerbaigian. Teheran rivendica un attacco alla base Usa di Erbil, in Iraq. Tel Aviv bombarda il Libano e ordina l’evacuazione di quattro quartieri alla periferia sud di Beirut. Meloni annuncia “aiuti per i Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.
Esteri / “Cristiano Ronaldo è scappato dall’Arabia dopo l’attacco iraniano”: il suo jet privato ha raggiunto la Spagna