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Siria, è morto uno dei comandanti dell’ex Fronte al-Nusra

Abu Omar Sarakeb è rimasto ucciso in un raid aereo che ha colpito il nascondiglio del gruppo nella provincia di Aleppo

Di TPI
Pubblicato il 9 Set. 2016 alle 11:34 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 18:04
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Immagine di copertina

Il gruppo militante Jabhat Fateh al-Sham, precedentemente noto come Jabhat al-Nusra, braccio siriano di al-Qaeda, ha reso noto via Twitter che uno dei suoi comandanti militari è rimasto ucciso in un raid aereo nella provincia di Aleppo.

Il comandante Abu Hajer al-Homsi, noto come Abu Omar Sarakeb, è stato ucciso nella campagna intorno ad Aleppo, dove il gruppo partecipa ai combattimenti contro l’esercito governativo e le milizie sciite sue alleate.

Il gruppo non è stato in grado di indicare la nazionalità dei jet che hanno condotto l’attacco, ma alcune fonti indicano che potrebbe essersi trattato dell’aeronautica americana.

La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha preso di mira l’ex Fronte al-Nusra, considerato organizzazione terroristica, uccidendo molti dei suoi miliziani. 

La morte del comandante è il primo grave colpo inferto al gruppo da quando ha cambiato il nome e reciso i legami con al-Qaeda.

Sarakeb era uno dei membri fondatori di al-Nusra e aveva combattuto contro le forze americane in Iraq dopo l’invasione nel 2003, prima di rientrare in Siria, suo paese d’origine.

Insieme ad altri leader islamisti, aveva dato vita a Jaish al-Fateh, un’alleanza dei gruppi ribelli jihadisti che l’anno scorso erano riusciti a espellere dalla città nordoccidentale di Idlib le forze di Damasco.

Un’altra fonte islamista ha fatto sapere che il raid ha colpito il suo nascondiglio nel villaggio di Kafr Naha, durante una riunione del gruppo a cui non era presente il leader Abu Mohammad al-Jolani.

Inoltre, è circolata la voce che anche un secondo comandante, Abu Muslim al-Shami, fosse rimasto ucciso nello stesso raid, ma la notizia non è stata confermata.

Malgrado il tentativo di Jabhat Fateh al-Sham di dissociarsi da al-Qaeda per sottrarsi all’accusa di terrorismo e guadagnare la fiducia dei siriani moderati, gli Stati Uniti e i suoi alleati lo ritengono ancora un obiettivo legittimo.

Washington e Mosca stanno cercando di raggiungere un accordo per una maggiore cooperazione militare contro i gruppi radicali in Siria, ma supportano parti opposte nel conflitto civile siriano.

Inoltre, l’ex Fronte al-Nusra combatte fianco a fianco con l’Esercito siriano libero, gruppo ribelle moderato, che a sua volte gode dell’appoggio degli Stati Uniti nella sua lotta contro l’esercito siriano, sostenuto attivamente dalle forze aeree russe e dalle milizie di Hezbollah e Iran.

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