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Buttarsi sotto una macchina per abortire

In Cile l'unico tipo di aborto legale è quello accidentale. Un'ong vuole cambiare la legge e per farlo ha girato finti tutorial su come abortire accidentalmente

Di Sabika Shah Povia
Pubblicato il 29 Mag. 2015 alle 22:06 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 11:04
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Immagine di copertina

“Quando siete a un incrocio, state attente al semaforo giallo: le macchine aumentano sempre la velocità per non fermarsi al rosso. Quando la luce passa dal verde al giallo, buttatevi”.

La protagonista di un filmato che fa parte di una serie di finti tutorial per l’aborto consiglia un metodo molto violento per abortire. In realtà lo fa perché nel suo Paese un metodo del genere è l’unico permesso per abortire.

In Cile, l’unico tipo di aborto legale dal 1989 ad oggi è infatti quello accidentale. Il divieto assoluto sull’aborto fu introdotto dal regime militare di Pinochet e rimane forte nel consenso popolare, essendo il Cile un Paese molto cattolico.

Il video fa parte di una serie di finti tutorial realizzati come parte di una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’aborto promossa dall’organizzazione non governativa cilena Miles con l’hashtag #LEYabortoTERAPEUTICO.

 “Seghetta il tacco delle scarpe. Indossale ed esci per una passeggiata. Quando arrivi vicino a un idrante, ruota il piede, concentra il peso del tuo corpo sulla scarpa in modo che il tacco si rompa e cadi sull’idrante, colpendolo forte con la pancia”.

Questi finti tutorial servono a riaccendere il dibattito sull’argomento tabù dell’aborto, in sostegno alla proposta di legge presentata a gennaio dalla presidente cilena Michelle Bachelet, che vorrebbe consentire l’interruzione della gravidanza alle donne in pericolo di vita, che hanno subito abusi o il cui bambino non ha possibilità di sopravvivere.

Sarebbe un cambiamento radicale per il Cile, uno degli unici quattro paesi al mondo che proibiscono l’aborto in qualsiasi circostanza, secondo il Center for Reproductive Rights di New York.

La protagonista di un altro tutorial dice,
“Salite le scale come fate abitualmente. Arrivate in cima. Non vi girate a guardare, perché potreste pentirvi. Chiudete gli occhi, fate un respiro e lasciatevi cadere all’indietro”.

I video sono volutamente inquietanti e cupi. Lasciano trasparire la disperazione di quelle donne che non sono libere di decidere per il proprio corpo.

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