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Tsipras è il nuovo premier greco

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Il leader di Syriza ha giurato oggi come primo ministro e ha formato un governo alleandosi con il partito dei Greci Indipendenti

Alexis Tsipras, leader del partito greco di sinistra radicale Syriza, uscito vincente dalle elezioni politiche di domenica, ha giurato oggi 26 gennaio come nuovo premier della Grecia.

Nella giornata di oggi Tsipras ha annunciato un’alleanza con Anel, il partito dei Greci Indipendenti conservatore e anti-europeista. Ecco i perché e per come di questa scelta, raccontati dal giornalista italiano Pietro Guastamacchia direttamente da Atene (qui il suo video dalla capitale).

Come vi abbiamo raccontato ieri, Syriza ha vinto le elezioni ma non ha ottenuto la maggioranza assoluta al parlamento, che in Grecia è composto da 300 deputati (la quota per raggiungere maggioranza era 151).

Con 149 deputati – due in meno rispetto alla maggioranza assoluta – Tsipras ha capito che era necessario trovare un partner per formare il governo, fatto salvo riportare il Paese alle urne.

— Il video del discorso di Tsipras dopo la vittoria (audio in italiano).

I comunisti greci (KKE), presenti in parlamento con quindici deputati, sono il partito politicamente più vicino a Syriza. Dall’inizio della campagna elettorale hanno escluso qualsiasi possibilità di coalizione.

La loro linea è quella dell’opposizione intransigente a qualsiasi provvedimento di stampo capitalista. La litigiosità del partito che ha attraversato continue scissioni interne negli ultimi anni lo rende un partner non affidabile per Syriza per garantirsi la governabilità.

Il Pasok, Movimento Socialista Panellenico, non sarebbe troppo distante dalle posizioni di Syriza in campo economico e sociale. Ma è inviso a ogni elettore della coalizione guidata da Alexis Tsipras.

Dalla caduta della dittatura in Grecia nel 1974, il Pasok si è alternato con la destra di Neo Demokratia alla guida del Paese.

Il partito socialdemocratico è stato guidato in passato dall’ex premier George Papandreou, il quale però è ritenuto da molti elettori di Syriza come uno tra i principali responsabili della crisi economica greca.

In particolare, alcuni sostengono che Papandreou non ha saputo battersi contro i diktat della Troika e colpevole di aver accettato le condizioni feroci degli aiuti europei.

Se in passato fu il più grande partito della Grecia, oggi il Pasok è confinato al 4,7 per cento ed è rappresentato in parlamento da 13 deputati.

IL VIDEO DEL GIURAMENTO DI TSIPRAS COME PREMIER DELLA GRECIA IL 26 GENNAIO 2015


Nea Demokratia, lo storico partito della destra greca guidato dall’ex premier Antonis Samaras, è arrivato secondo alle consultazioni di domenica 25 gennaio, ottenendo 76 seggi in parlamento.

Il partito ha sposato la linea dell’austerity imposta da Bruxelles, imponendola come bussola della sua politica economica.

Il governo Samaras, caduto a dicembre a causa della mancata elezione del presidente della Repubblica, intendeva proseguire nella riduzione della spesa pubblica riducendo il numero di dipendenti pubblici che, invece, costituiscono lo zoccolo duro degli elettori di Syriza.

Il Fiume (To potami) è una coalizione di liberisti di centro, composta principalmente da ex giornalisti della televisione pubblica ERT che venne chiusa nel 2013 a causa delle politiche di austerity.

Non dissimile da Syriza sulle politiche sociale, To Potami però non è nettamente schierato per la rinegoziazione del debito greco, come è invece il partito di Tsipras, e ha posizioni più filo europee.

Inoltre To potami è percepita dal leader di Syriza come una formazione creata per erodere consenso al centro-sinistra, indebolendo il suo partito. Il timore di Tsipras è che un’alleanza con i 17 deputati di To Potami possa durare troppo poco in parlamento.

Alba Dorata, partito di estrema destra d’ispirazione neonazista, ha ottenuto un risultato sorprendente e al contempo preoccupante, attestandosi al terzo posto con il 6.2 per cento dei consensi e ottenendo 17 seggi in parlamento.

Quasi metà dei candidati di Alba Dorata sono in prigione: accusati di violenze, possesso di armi e cospirazione. Le politiche anti europee e anti immigrazione di Alba Dorata sono all’opposto di Syriza. È difficile pensare che i due partiti riescano sedersi nella stessa aula, figurarsi governare assieme.

Per esclusione, dunque, ad Aelxis Tsipras rimane la scelta di trovare un accordo con Anel, ovvero il partito dei Greci Indipendenti che alle elezioni ha ottenuti il 4.7 per cento, garantendosi 13 seggi in parlamento.

Anel è stato fondato nel 2012 in seguito a una rottura con il partito conservatore Nea Demokratia in merito a una discussione interna sul rifiuto del piano di salvataggio imposto alla Grecia dalla Troika.

Il leader si chiama Panos Kammenos e, infatti, ha alle spalle una vita di militanza in Nea Demokratia, per cui è stato anche viceministro al commercio navale.

Anche lui come altri deputati uscì dal suo vecchio partito Nea Demokratia, accusando Samaras di non difendere gli interessi della nazione dalle ingerenze europee. Politicante cinico, ha come obiettivo dichiarato il ministero della Difesa.

Conservatore, omofobo e dichiaratamente contrario a qualsiasi forma d’immigrazione. In passato Kammenos è stato anche accusato di antisemitismo per aver detto che gli ebrei greci, secondo lui, pagano meno tasse degli altri. 

Il leader di Anel, però, è deciso a rinegoziare il debito e alzare la voce contro Bruxelles. Questo è il terreno in comune con Alexis Tsipras.

Quella tra Syriza e Anel è un’alleanza tra opposti che si regge su un unico punto: la rinegoziazione del debito e la politica anti austerità, elemento chiave della campagna elettorale di entrambe le formazioni politiche.

Quanto possa durare questa “strana coppia” non è chiaro, come non è possibile sapere cosa accadrà quando il governo dovrà affrontare temi che esulano dal campo economico.

Alexis Tsipras aveva già in mente di giocare questa carta e a poche ore dalla chiusura dello spoglio ha incontrato Kammenos, per poi giurare alle 16.30 di lunedì come premier in pectore della Repubblica Ellenica.

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