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Lo scontro (su Zoom) tra Trump e Xi Jinping: quale peggior regalo per i 75 anni dell’Onu

Trump incolpa la Cina per il Covid e Xi richiama all'unità. Tutto questo via teleconferenza. Alla 75esima assemblea Onu il mondo si è ribaltato

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 24 Set. 2020 alle 19:24 Aggiornato il 24 Set. 2020 alle 19:25
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Immagine di copertina
Xi Jinping è presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 2013. Donald Trump siede alla Casa Bianca dal 2017

Durante l’assemblea per il 75esimo anniversario dalla nascita dell’Onu la tensione è palpabile. Da una parte il presidente americano Trump, che chiede alla comunità internazionale di “punire la Cina” per il Covid, poco dopo aver sostenuto in un comizio elettorale che il virus “non colpisce virtualmente nessuno”, nel giorno in cui gli Usa hanno superato la soglia di 200.000 morti. Dall’altra il presidente Cinese Xi Jinping, che si accredita come nuovo leader responsabile del mondo globalizzato: “Non abbiamo intenzione di combattere guerre, né fredde, né calde”.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Guterres definisce questo rapporto chiamandolo la minaccia della “great fracture”, cioè non solo la sfida tra Washington e Pechino, ma la grande frattura politica ed economica del mondo che rinuncia al multilateralismo. Il video di Trump è emblematico: prima dice che gli Usa sono nella “fase finale dei test clinici su tre vaccini”, anche se solo il 39 per cento degli americani è pronto a prenderli, forse proprio per lo scetticismo diffuso da lui. Poi promette che “li distribuiremo, sconfiggeremo il virus, metteremo fine alla pandemia, ed entreremo in una nuova era senza precedenti di prosperità, cooperazione, e pace”. Quindi aggiunge: “Dobbiamo punire la nazione che ha scatenato questa piaga nel mondo: la Cina”.

Fino a febbraio elogiava Xi, perché voleva l’accordo commerciale da usare in campagna elettorale. Quando però il Covid è esploso negli Usa come in nessun altro paese – secondo l’avversario democratico Biden per le sue visioni negazioniste – ha avuto bisogno di un capro espiatorio, e lo ha individuato nella Cina e nell’Organizzazione mondiale della Sanità. Pechino”ha bloccato i voli interni, ma lasciato che quelli internazionali partissero e infettassero il mondo”. Poi ha nascosto la gravità del virus, con la complicità dell’Oms. Ma Xi è responsabile anche del riscaldamento globale e gli “abusi nei commerci”.

Xi si aspettava l’attacco, e risponde così: “Davanti al virus dovremmo rafforzare la solidarietà e unire il mondo. Restare fedeli al vero multilateralismo, con l’Onu al suo centro. Siamo ad un bivio. Serve più cooperazione, non scontro. Politicizzazione stigmatizzazione vanno rigettate”. Il leader cinese dice che anche il suo paese ha “diversi vaccini nella fase 3 dei test”, ma a differenza del nazionalista Trump è pronto a condividerli col mondo attraverso l’Oms.

Infine, Xi si fa paladino della globalizzazione, come era già avvenuto a Davos: “Va migliorata, ma indietro non si torna”. Non suona come una frase che avrebbe potuto dire un presidente americano? Il mondo sembra essersi rovesciato e questa assemblea Onu ne ha mostrato le incongruenze.

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