Traffico di sangue dalla Cina a Hong Kong: così le donne incinte violano la legge per scoprire il sesso dei figli

L'ex colonia britannica è diventata un centro per le donne cinesi che vogliono scoprire il genere del proprio bambino non ancora nato "contrabbandando" fiale di sangue

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 14 Ott. 2019 alle 20:47 Aggiornato il 10 Gen. 2020 alle 20:03
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Immagine di copertina
Credit: ANSA/SHEPHERD ZHOU

Cina, per scoprire il sesso dei propri figli le donne incinte spediscono il proprio sangue a Hong Kong

Sono sempre di più le donne incinte che contrabbandano sangue dalla Cina continentale a Hong Kong per scoprire il genere del nascituro. Le fiale vengono trasportate illegalmente oltre il confine di modo che le madri possano conoscere il sesso del loro bambino non ancora nato.

Secondo quanto riporta la Cnn con la sua inchiesta, nel luglio del 2017 i doganieri di Hong Kong, perquisendo una donna dall’andatura sospetta, hanno scoperto le fiale di sangue infilate nel reggiseno. Ogni fiala era etichettata con il nome di una donna cinese incinta. Quattro giorni dopo fu intercettata un’altra donna “corriere”.

Negli ultimi tre anni il traffico di sangue dalla Cina continentale a Hong Kong è aumentato drasticamente. I campioni vengono inviati alle cliniche della ex colonia britannica dove viene effettuato il test di gravidanza precoce che consente ai futuri genitori di conoscere il sesso del proprio bambino dopo sole sei-sette settimane, pratica vietata oltre Muraglia.

Credit: Luohu Port

La legge cinese sulla pianificazione della popolazione ha vietato i test sul sesso del feto nel 2002 al fine di prevenire un ampliamento dello squilibrio di genere nel paese. Dei 1,4 miliardi abitanti, gli uomini hanno infatti superato di 32,7 milioni le donne, secondo il National Bureau of Statistics. Il rapporto è di circa 107,6 uomini ogni 100 donne.

Nonostante la parziale revoca della politica del figlio unico, molte coppie cinesi scelgono di avere un solo figlio e quando lo fanno vogliono che sia un maschio.

Questo ha portato a un’aumento degli aborti selettivi che interessano soprattutto le femmine. Il divieto di fare analisi per scoprire il sesso del nascituro è infatti una misura per combattere il fenomeno che ha già provocato il rapporto sbilanciato tra i sessi in Cina.

La pratica è però illegale, e la Commissione nazionale per la salute e la Pianificazione familiare nel 2017 ha emesso anche un avviso che vieta l’esportazione di sangue umano.

Nel disperato tentativo di scoprire se stanno per avere un maschio o una femmina, i genitori cinesi si rivolgono sempre più spesso agli intermediari che si offrono di trasportare il campione di sangue a Hong Kong per farlo testare. Decine di agenzie offrono questo servizio su Weibo, il social cinese simile a Twitter.

Le donne incinte per evitare di essere scoperte nascondono le fiale di sangue all’interno dei peluche o dentro scatole di snack confezionati e le spediscono direttamente a Hong Kong tramite il servizio postale. I corrieri sono stati infatti limitati proprio perché vengono sempre più smascherati.

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