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In Medio Oriente è stato bandito un noto videogame perché la protagonista è gay

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 23 Giu. 2020 alle 16:37 Aggiornato il 23 Giu. 2020 alle 17:34
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Immagine di copertina

Arabia Saudita ed Emirati Arabi hanno deciso di mettere al bando un noto videogioco perché la sua protagonista ha una relazione omosessuale con un’altra donna. Si tratta di The Last of Us: Parte 2, sequel del videogame che ha già appassionato migliaia di giocatori in tutto il mondo. O quasi, dato che in Medio Oriente in tantissimi non avranno la fortuna di divertirsi con il secondo capitolo dell’avventura di Joel ed Ellie, che ha visto il suo debutto lo scorso venerdì e sta già registrando record di incassi in tutto il mondo. Sfortunatamente alcuni giocatori potrebbero non giocare il sequel dell’avventura di Joel ed Ellie a causa della relazione omosessuale nata tra la protagonista e il personaggio di Dina.

Un veto, quello di Emirati Arabi e Arabia Saudita, disposto per via di contenuti nel videogame che vanno dunque a violare le leggi conservatrici dei rispettivi paesi. Ad averlo segnalato al Servizio Clienti di Sony un utente che stava cercando di acquistare The Last of Us 2 sullo store PlayStation degli Emirati Arabi; un messaggio, in quell’occasione, aveva spiegato che non era possibile comprare il gioco per via dei contenuti omosessuali della trama.

Anche MSN News ha segnalato che “Gli utenti di Twitter hanno notato che il contenuto sessuale del gioco di Sony, stando al rating ESRB, potrebbe essere la ragione principale per cui il gioco non è stato approvato nei due paesi del Golfo che sono noti per avere tradizioni molto conservative”.

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