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Nuove tensioni tra le due Coree: il Nord distrugge l’ufficio collegamento tra i due paesi

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 16 Giu. 2020 alle 10:36
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Immagine di copertina
L'ufficio di Kaesong inaugurato nel 2018: è stato fatto esplodere oggi. Credit: Ansa foto

Torna a crescere la tensione tra le due Coreee. La Corea del Nord ha fatto saltare con un’esplosione l’ufficio di collegamento con la Corea del Sud a Kaesong, nel territorio nordcoreano ma vicino al confine. Lo riferisce il Ministero dell’Unificazione sud-coreano, citato dall’agenzia Yonhap, precisando che l’esplosione è avvenuta alle 14.49, ora locale a Kaesong, dove sorgono il complesso industriale inter-coreano e l’ufficio di collegamento tra i due Paesi, poco a nord del confine. È stato avvistato fumo nei pressi della città.

La mossa arriva al termine di una serie di avvertimenti lanciati da Pyongyang nella persona di Kim Yo-jong, l’influente sorella del leader Kim Jong Un per rispondere alla propaganda via volantini nella zona di confine tra i due paesi. Da ultimo, sabato sera, era stata formulata la minaccia che ora si è concretizzata: “Entro breve si assisterà ad una scena tragica riguardante l’inutile ufficio di collegamento Nord-Sud ormai al collasso”. La settimana scorsa la Corea del Nord aveva definito la Corea del sud un “nemico” minacciando di interrompere tutte le comunicazioni in risposta al lancio dei volantini ad opera di attivisti in Corea del sud.

Si tratta della prima azione concreta, in una escalation nei rapporti che per ora era stata solo verbale, ma che promette di non finire qui. Questa mattina infatti i media di regime nordcoreani avevano anche annunciato un piano dell’esercito per rientrare nelle zone che erano state demilitarizzate in seguito alle recenti trattative di pace con il Sud. Un piano, parole dello staff generale, per “fornire una sicura garanzia militare alle azioni esterne intraprese dal Partito e dal governo”, tra cui “far avanzare l’esercito nelle zone che erano state demilitarizzate” e trasformare “la prima linea in una fortezza”.

La prima reazione è arrivata dalla Cina che ha invitato il regime di Pyongyang a non mettere a repentaglio la pace e la stabilità.

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