Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 16:03
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

I Taliban hanno ucciso un popolare cantante sufi in Pakistan

Immagine di copertina

Migliaia di persone hanno preso parte al funerale di Amjad Sabri, ucciso a colpi di arma da fuoco nella sua auto a Karachi

Migliaia di persone in lutto hanno preso parte alla processione per il funerale dell’amatissimo cantante sufi ucciso a colpi di arma da fuoco dai Taliban pachistani mercoledì 22 giugno 2016 nella città di Karachi.

Amjad Sabri, 45 anni, era uno dei cantanti di “qawwali”, genere musicale religioso sufi, più popolari dell’Asia del sud.

I devoti si sono ammassati attorno all’ambulanza che trasportava il corpo di Sabri, impedendole di muoversi.

La morte del cantante è l’ultimo di una serie di attacchi mirati a Karachi, una megalopoli da 20 milioni di abitanti  piagata da violenze di ordine politico, etnico e confessionale.

Il tasso di omicidi nella città è crollato dal 2013 dopo un giro di vite da parte dei ranger, una forza paramilitare, ma la paura è tornata a circolare dopo che lunedì è stato rapito il figlio del giudice a capo della Corte suprema Sindh Sajjad Ali Shah.

Due giorni dopo, alcuni uomini armati su una motocicletta hanno sparato al parabrezza dell’auto di Sabri, che stava percorrendo il congestionato quartiere di Liaquatabad nel sud della città. Un parente del cantante che si trovava nell’auto è rimasto ferito.

Un portavoce del ramo pachistano dei Taliban, Qari Saifullah Saif, ha rivendicato l’aggressione nella serata di mercoledì, dicendo che Sabri era stato ucciso per via di una canzone che il gruppo considera blasfema.

Nel 2014, il cantante era stato coinvolto in un caso di blasfemia a causa di una canzone sufi che aveva cantato durante uno show televisivo del mattino, che menzionava delle figure religiose in modo ritenuto offensivo.

A maggio, alcuni uomini armati avevano ucciso un attivista per i diritti pachistano, Khurram Zaki, conosciuto per la sua netta opposizione ai Taliban e ad altri gruppi radicali islamisti, nella parte centrale della città.

Ad aprile dello scorso anno, un’altra attivista, Sabeen Mahmud, era stata uccisa mentre viaggiava sulla propria auto.

(qui sotto alcune immagini di una performance del cantante sufi Amjad Sabri)

Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Ti potrebbe interessare
Esteri / Nuovo attacco di Trump a Meloni: "Mi ha implorato di fare foto con lei". La premier: "Dichiarazioni totalmente inventate”
Esteri / Cisgiordania, coloni israeliani rubano l'acqua dei palestinesi e trasformano un'area archeologica in una piscina
Esteri / Immigrato venezuelano porta la moglie, sostenitrice di Trump, nel resort del tycoon: arrestato dall'Ice
Esteri / Il testo integrale del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran: ecco i 14 punti dell’accordo pubblicati dalla Cnn
Esteri / Il Regno Unito vieta i social ai minori di 16 anni
Esteri / “Vivono in uno stato di paura costante”: l’Unhcr racconta a TPI il dramma degli sfollati in Libano
Esteri / Stati Uniti e Iran annunciano un accordo per porre fine alla guerra e riaprire lo Stretto di Hormuz
Esteri / Il filosofo Lorenzo Marsili a TPI: “Usa e Cina trattano da pari. L’Europa è sul menu”
Esteri / Il paradosso di Leone: se il primo Papa americano si oppone allo strapotere delle Big Tech
Esteri / Droni, IA, sensori, satelliti e armi autonome: l’arte della guerra algoritmica