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Svolta verde in Groenlandia, gli Inuit vincono le elezioni: “Stop alle miniere”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 8 Apr. 2021 alle 14:21
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Immagine di copertina

Con un risultato storico alle elezioni politiche, la Groenlandia si è schierata contro lo sfruttamento minerario del suo territorio e delle sue acque. Il partito di sinistra ambientalista Inuit Ataquatigiit (IA) si è aggiudicato infatti la vittoria alle votazioni del 6 aprile scorso, sottraendo il controllo della maggioranza parlamentare al partito socialdemocratico Siumut per la prima volta dal 1979.

IA si era opposto con forza al vasto progetto per lo sfruttamento dei giacimenti Kvanefjeld, uno dei più importanti siti minerari al mondo. Era stato proprio quel progetto a causare la crisi politica di febbraio e le conseguenti elezioni anticipate nel Paese.

Alle elezioni, Inuit Ataqatigiit ha ottenuto il  36,6 per cento dei consensi, mentre Siumut si è fermato al 29,4 per cento. Toccherà quindi al leader di IA, il 34enne Mute Egede, provare a formare un governo. Per farlo, il partito dovrà allearsi con formazioni minori.

Dopo la notizia della vittoria, Egede ha annunciato che firmerà l’accordo di Parigi sul clima e che il controverso progetto per lo sfruttamento delle terre rare di Kvanefjeld sarà interrotto. “Dal verdetto degli elettori, specialmente nella Groenlandia meridionale, dove si trova la miniera, è evidente come essi si oppongano al progetto”, ha detto il giovane leader. “Dobbiamo ascoltare i cittadini, che si sono espressi”.

Cosa prevedeva il progetto minerario a Kvanefjeld

Il progetto che ha causato la crisi politica riguardava Kvanefjeld, nel sud dell’isola, dove si troverebbe la quinta vena più ricca al mondo di uranio e la seconda più grande concentrazione al mondo di terre rare, un gruppo di 17 metalli utilizzati come componenti in dispositivi tecnologici, come smartphone, schermi piatti, auto elettriche e armi.

L’australiana Greenland Minerals, sostenuta dal gruppo cinese Shenghe, aveva ottenuto una licenza di esplorazione per la miniera, che avrebbe potuto trasformarsi in una grande risorsa economica per l’isola. Siumut si era espresso a favore, Inuit Ataquatigiit contro.

Gli ambientalisti denunciavano infatti che l’estrazione su larga scala avrebbe potuto danneggiare il paesaggio incontaminato della Groenlandia e aggravare le minacce all’ecosistema dell’isola artica, abitata da appena 56 mila persone. L’ampio consenso ottenuto in occasione del voto dimostra che questa preoccupazione è condivisa dalla popolazione groenlandese, che ha bocciato il progetto per lo sfruttamento minerario.

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