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Home » Esteri

Lo stupro e l’uccisione di una bambina di sei anni che sta sconvolgendo il Pakistan

Immagine di copertina
Zainab Ansar

Il corpo di Zainab Ansari è stato trovato martedì 9 gennaio in una discarica con evidenti segni di violenze. Da allora centinaia di persone sono scese in piazza per manifestare contro la polizia locale

Martedì 9 gennaio, il corpo di Zainab Ansari, una bambina di 6 anni, è stato trovato in una discarica a Kasur, una cittadina del Pakistan al confine con l’India.

Questa notizia puoi leggerla direttamente sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come

Sul corpo della bambina, la cui scomparsa era stata denunciata da diverso tempo, la polizia ha trovato segni di stupro e di strangolamento.

Di Zainab Ansari si erano perse le tracce dal giorno in cui si stava recando a studiare il Corano. Da allora i genitori avevano più volte allertato la polizia che sembra non aver fatto tutto il dovuto per ritrovare la bambina.

Il corpo è stato infatti trovato soltanto grazie alle informazioni fornite dai parenti, che si sono dati da fare per ricostruire gli ultimi movimenti della bambina.

Dai filmati ripresi dalle telecamere a circuito chiuso, si vede un uomo che porta via con sé Zainab:

Dal giorno del ritrovamento, centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro le violenze che colpiscono i minori.

Secondo fonti locali, infatti, ci sono stati 12 omicidi simili negli ultimi due anni e i cittadini di Kasur lamentano una scarsa collaborazione delle forze di polizia nel contrastare il fenomeno.

Per questo motivo mercoledì 10 gennaio circa mille manifestanti hanno attaccato una stazione di polizia e un palazzo del governo e i negozianti hanno chiuso gli esercizi in segno di protesta e di lutto.

Negli scontri due dimostranti sono morti.

“È come se il mondo fosse finito … non ho parole”, ha dichiarato Ameen Ansari, padre della giovane vittima, alla Bbc.

Ma non solo solo i cittadini di Kasur ad essere indignati. Tutto il paese chiede che siano trovati i colpevoli.

Anche le celebrità locali, tra cui l’ex stella del cricket Imran Khan e il premio Nobel Malala Yousafzai, hanno fatto appello alle autorità affinché si agisca il più rapidamente possibile per arrestare il pedofilo.

In tutto il mondo è partito l’hashtag #JusticeforZainab.

Secondo i media locali, Zainab è stata rapita mentre i suoi genitori erano in pellegrinaggio alla Mecca.

“Se la polizia avesse fatto il suo dovere, ora forse non sarei qui a piangere mia figlia” ha accusato Ameen Ansari, il quale ha poi aggiunto di non essere d’accordo con la violenza dei manifestanti, ma ha compreso la rabbia nei confronti della polizia.

I politici locali hanno incontrato la famiglia e hanno promesso che l’assassino verrà catturato.

Il Pakistan è il terzo paese più pericoloso al mondo per le donne, a causa degli attacchi con l’acido, le lapidazioni e i matrimoni infantili. Gli stupri sono in crescita con 4 mila casi denunciati nel 2016, il 10 per cento in più rispetto all’anno precedente.

Il governo sta offrendo una ricompensa di 10 milioni di rupie (circa 74mila euro) a chi aiuterà la polizia a trovare e arrestare l’assassino di Zainab e ha offerto 3 milioni di rupie alle famiglie delle due persone uccise dalla polizia durante gli scontri.

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