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Il paradosso del vaccino Sputnik: la Russia deve importarlo perché non può produrlo

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 31 Mar. 2021 alle 18:00
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Il paradosso del vaccino Sputnik: la Russia deve importarlo perché non può produrlo

Sputnik V tarda a decollare: mentre il Cremlino usa il vaccino anti-Covid sviluppato dal Fondo russo per gli investimenti come strumento di propaganda, in patria ne produce poco e ne inocula anche meno. Putin ha promesso teoricamente milioni e milioni di dosi dello Sputnik V a tutto il mondo, ma la maggior parte della produzione viene realizzata all’estero, dalla compagnia farmaceutica coreana Hankook Korus Pharm – che secondo quanto riporta il Corriere della Sera ne ha prodotte 150 milioni – dalla cinese Shenzhen Yuanxing Gene-tech Co, da almeno tre aziende indiane.

E intanto Putin ha stipulato accordi di produzione anche in Francia, Italia e Germania. Ma è dalla Corea del Sud che Mosca importa la maggior parte delle dosi che esporta nel resto del mondo o distribuisce in patria, dove però solo una piccola percentuale di cittadini è stata immunizzata: 4,3 milioni di persone, 6,3 se si considera solo la prima iniezione, su una popolazione di 146 milioni di abitanti secondo quanto reso noto dal Cremlino. Anche se Putin ha promesso di coinvolgere 68 milioni di persone entro l’estate “se la produzione aumenterà”, ai ritmi attuali l’obiettivo sembra un’orizzonte difficile.

Nel frattempo il Paese, dove non vigono particolari restrizioni al di fuori dell’utilizzo della mascherina in negozi e mezzi pubblici, registra ancora circa 9mila casi al giorno e una media di 300 decessi quotidiani. Il Corriere rivela di non aver ricevuto alcuna risposta dal Fondo russo sui dati relativi alla produzione dello Sputnik V in casa, alla distribuzione o all’export. Ma sarebbero sette le aziende private che agiscono su licenza secondo il New York Times. Gli scarsi finanziamenti e la mancanza di tecnologia, però, rappresenta un ostacolo alla produzione, e i titolari degli stabilimenti non sono incentivati a incrementare il lavoro. Questo il motivo per cui evidentemente il Fondo russo punta tutto sulla produzione all’estero. Ed è costretto a importare il suo vaccino.

Leggi anche: Sputnik, Bonaccini contro De Luca: “Nessuna regione può acquistarlo senza l’ok dell’Ema”

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