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Il mondo si fida più di Putin che di Trump

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A rivelarlo è un sondaggio che ha coinvolto più di 40mila persone in 37 paesi. Il presidente degli Stati Uniti è visto come un leader forte, ma arrogante, pericoloso e intollerante

L’immagine degli Stati Uniti è drasticamente peggiorata in tutto il mondo da quando il presidente Donald Trump è entrato in carica.

Tra il 16 febbraio e l’8 maggio 2017 il Pew Research Center – istituto di ricerche demografiche statunitense – ha condotto un sondaggio internazionale sulla popolarità degli Stati Uniti nel mondo, intervistando 40.447 persone provenienti da 37 paesi.

Alla fine della presidenza Obama il 64 per cento degli intervistati aveva un’immagine positiva degli Stati Uniti. Con Trump la percentuale è scesa al 49 per cento.

In Messico, Germania, Spagna e Canada, la percentuale di intervistati con una visione favorevole degli Stati Uniti e dell’operato del suo presidente è calata vertiginosamente negli ultimi mesi.

Esistono tuttavia casi in cui l’immagine positiva di Trump resiste ancora, come in Israele, dove il magnate newyorkese raccoglie un gradimento leggermente maggiore rispetto al suo predecessore.

Addirittura in Russia, la popolarità degli Stati Uniti è migliorata, anche se i russi mostrano una maggiore fiducia personale nei confronti dell’inquilino della Casa bianca rispetto a quello concesso al suo paese.

La ricerca mostra che gli intervistati mantengono distinta la propria opinione sul paese da quella sul suo presidente, sebbene il presidente abbia un ruolo nel calo del gradimento generale degli Stati Uniti.

Il gradimento maggiore tra i leader mondiali, con il 42 per cento, è andato alla cancelliera tedesca Angela Merkel, mentre il presidente statunitense ha raccolto un magro 22 per cento, meno del presidente cinese Xi Jinping, al 28 per cento, e di quello russo Vladimir Putin, al 27 per cento.

Ma perché gli intervistati hanno una scarsa opinione di Trump?

Il 76 per cento degli intervistati si è detto contrario alla costruzione del muro con il Messico; il 72 per cento ha criticato l’atteggiamento di Trump sugli accordi commerciali internazionali; il 71 per cento ha contestato la scelta di rinunciare all’adesione agli accordi climatici; e il 49 per cento disapprova la volontà della nuova amministrazione di rimettere in discussione l’accordo sul nucleare iraniano.

I ricercatori hanno anche chiesto ai partecipanti di definire in una parola il presidente degli Stati Uniti. Il 75 per cento degli intervistati lo ha descritto come un arrogante, il 65 per cento si è riferito a Trump come a un intollerante, accennando alle sue posizioni sui musulmani in America e nel mondo. E il 62 per cento ha dichiarato di considerarlo una persona pericolosa.

Il miliardario americano non ha raccolto solo commenti critici: il 55 per cento dei partecipanti al sondaggio ha descritto Trump come un leader forte e il 39 per cento come una persona carismatica, mentre solo il 26 per cento degli intervistati lo considera qualificato per essere presidente.

Nonostante questi risultati, l’opinione prevalente tra i partecipanti è che i rapporti tra gli Stati Uniti e il resto del mondo resteranno gli stessi, a prescindere dall’inquilino della Casa bianca.

Anche l’Italia è stata coinvolta in questa ricerca, il nostro è il secondo paese europeo per fiducia in Donald Trump dopo l’Ungheria. Secondo questo rapporto infatti, il 25 per cento degli italiani si fida del presidente degli Stati Uniti.

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