Siria, scontri tra le forze curde e del governo di Damasco: “Evasi 1.500 detenuti dell’Isis”. Sdf si ritirano dal campo di al-Hol
Almeno 1.500 detenuti, accusati di essere affiliati al sedicente Stato islamico (Isis), sono evasi dal carcere di al-Shaddadi, nel governatorato nord-orientale di Hasakeh, in Siria, a seguito degli scontri in corso tra le truppe fedeli al governo di Damasco e le Forze Democratiche Siriane (Sdf) a maggioranza curda, che hanno anche annunciato il ritiro dal famigerato campo di al-Hol, situato nella medesima provincia e dove sono ospitate migliaia di famiglie dei miliziani dell’Isis, e denunciato l’assedio di un’altra prigione della zona, che conta altri 2.000 presunti jihadisti.
L’escalation è avvenuta ieri a meno di 24 ore dall’annuncio del nuovo presidente siriano ad interim, Ahmed al-Sharaa (conosciuto come Abu Mohamed al-Jolani ai tempi in cui militava in formazioni jihadiste vicine ad al-Qaeda), della firma di un accordo in 14 punti con il comandante delle Sdf, Mazloum Abdi, per porre “immediatamente” fine alla violenza nelle zone nord-orientali del Paese controllate dalle milizie curde e integrare le aree amministrate e le rispettive truppe nelle istituzioni statali. In base all’accordo, le milizie curde dovevano ritirarsi sia da Raqqa che da Deir ez-Zor, due province a maggioranza araba che hanno controllato per anni e dove si trovano i principali giacimenti petroliferi della Siria, mentre Damasco avrebbe assunto la responsabilità di controllare le carceri in cui sono detenuti i membri dell’Isis catturati negli ultimi anni e i campi che ospitano le loro famiglie, attualmente sotto il controllo dalle Sdf. Ieri Abdi si era recato nella capitale siriana nella capitale siriana lunedì per incontrare al-Sharaa. Nelle stesse ore però sono ricominciati gli scontri tra le truppe di Damasco e le milizie curde.
Miliziani dell’Isis in fuga
La notizia delle violenze intorno alla prigione di al-Shaddadi era stata confermata ieri sui social dal portavoce delle Sdf, Farhad Shami, secondo cui gli scontri avevano provocato “decine di morti”. L’esponente delle milizie curde aveva anche accusato le truppe della Coalizione internazionale a guida Usa contro l’Isis di non essere intervenute: “Sebbene la prigione di Al-Shaddadi si trovi a circa due chilometri dalla base della Coalizione Internazionale nella zona, quest’ultima non è intervenuta, nonostante le ripetute richieste di intervento”. Questa mattina Shami ha rivelato all’emittente curdo-irachena Rudaw che circa “1.500 miliziani dell’Isis, tra cui cittadini stranieri e siriani, sono stati rilasciati” dai gruppi armati affiliati a Damasco dalla prigione di al-Shaddadi, a sud di Hasakeh. Per il ministero degli Interni siriano però gli evasi non superano i 120 e 81 di questi sarebbero già stati catturati dalle forze fedeli ad al-Sharaa a seguito di alcune operazioni di rastrellamento dentro e intorno alla città.
Il portavoce delle Sdf ha poi annunciato in giornata che le forze curde si sono ritirate anche dal campo di al-Hol, che ospita almeno 26mila familiari di membri dell’Isis, tra cui 15mila siriani e circa 6.300 tra donne e bambini stranieri di 42 nazionalità, a causa dei “violenti scontri” avvenuti nelle vicinanze con le fazioni affiliate a Damasco. “A causa dell’indifferenza internazionale nei confronti dell’Isis e dell’incapacità della comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità nell’affrontare questa grave questione, le nostre forze sono state costrette a ritirarsi dal campo di al-Hol e a ridistribuirsi nelle vicinanze delle città della Siria settentrionale che si trovano ad affrontare rischi e minacce crescenti”, ha scritto oggi Farhad Shami sui social. Non solo: le Sdf hanno anche denunciato altri scontri in corso con le forze fedeli ad al-Sharaa nei pressi della prigione di al-Aqtan, a nord di Raqqa, che ospita circa 2.000 detenuti dell’Isis.
Da parte sua, secondo una nota diramata oggi attraverso l’agenzia di stampa ufficiale siriana Sana, il Comando Operativo dell’Esercito Arabo Siriano (le forze armate ufficiali di Damasco, ndr), ha fatto sapere che “le Sdf hanno abbandonato la sorveglianza del campo di al-Hol e rilasciato coloro che vi erano detenuti”. “L’Esercito Arabo Siriano, in collaborazione con le Forze di Sicurezza Interna (di Damasco, ndr), entrerà nell’area e la metterà in sicurezza”, si legge nel comunicato. In seguito, in un’altra nota, il ministero della Difesa siriano ha confermato la “piena disponibilità a prendere il controllo del campo di al-Hol e delle prigioni dell’Isis” nelle aree controllate dalle Sdf e ha esortato le forze a guida curda a rispettare l’accordo in 14 punti raggiunto il 18 gennaio, ribadendo che le forze fedeli ad al-Sharaa “non entreranno nelle città e nei villaggi curdi”.