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Siria, cibo è usato come “arma da guerra”: campi di grano dati alle fiamme dall’Isis

Di Futura D'Aprile
Pubblicato il 12 Giu. 2019 alle 15:14 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:13
Immagine di copertina
Credit: Mezzaluna Rossa Kurdistan

Siria incendi Rojava Isis – Sono passati nove anni dall’inizio della guerra in Siria, ma la pace è ancora lontana.

Gli occhi del mondo sono puntati principalmente verso il nord ovest del paese e in particolare sulla regione di Idlib: il presidente siriano Bashar al Assad, con il sostegno della Russia, sta cercando di riconquistare il territorio in mano a ribelli e jihadisti, appoggiati dalla Turchia.

A che punto è la guerra in Siria dopo la sconfitta dello Stato islamico

Ma la guerra, a suo modo, interessa anche l’area del Rojava, la zona del nord est della Siria dove le comunità locali, a maggioranza curda, stanno dando vita a un’esperimento politico-sociale basato su democrazia dal basso, ecologia e liberazione delle donne.

Da settimane “misteriosi” fuochi hanno stanno distruggendo i campi di grano faticosamente piantati nell’area a tutto vantaggio del regime di Damasco e della Turchia, che da tempo minaccia ritorsioni contro il Rojava e i suoi abitanti.

Dietro gli incendi, secondo quanto denunciato dalla Mezzaluna Rossa Curda, ci sarebbe in realtà Ankara: non a caso i campi dati alle fiamme sono proprio quelli che si trovano al confine con la Turchia, come i villaggi di Keshto, Serekaniye e Derik.

Ma le versioni sulla responsabilità degli incendi sono molteplici. Come riporta InsideOver, ad appiccare le fiamme potrebbero essere i miliziani dell’Isis ancora attivi nell’area dopo la sconfitta di Baghouz e la liberazione della regione di Deir el Zor.

“La stagione del raccolto è ancora lunga e diciamo ai soldati del Califfato: avete davanti della terra piantata con grano e orzo che ora è di proprietà di apostati”, è quanto si legge sul sito Al Naba.

Anche il Centro di Informazione del Rojava ha denunciato la presenza di cellule dell’Isis ancora attive nel Rojava e che stanno portando avanti operazioni di sabotaggio contro le comunità locali.

Terzo attore che si inserisce in questo quadro è Damasco: il presidente siriano non sembra essere direttamente coinvolto negli incendi, ma di sicuro la distruzione dei campi coltivati in Rojava favorisce la riconquista del territorio controllato dalla Federazione Democratica della Siria del Nord.

Dopo anni di conflitti e bombardamenti, questa volta è il cibo ad essere usato come “arma” contro chi sta cercando di ricominciare e di costruire una società diversa.