Silvia Romano, Al-Shabaab: “Mai rilasciato interviste”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 14 Mag. 2020 alle 15:38 Aggiornato il 14 Mag. 2020 alle 16:08
1.3k
Immagine di copertina

I jihadisti somali del gruppo terroristico Al-Shabaab smentiscono di aver rilasciato un’intervista al quotidiano italiano La Repubblica sul caso Silvia Romano. Il 12 maggio Repubblica ha pubblicato un‘intervista al portavoce somalo di Al-Shabaab Ali Dehere, ma oggi sul sito SomaliMemo – uno dei canali di comunicazione degli Shabaab – il gruppo terroristico nega di aver rilasciato quelle dichiarazioni: “Non abbiamo mai dato alcuna intervista a La Repubblica. Non c’è stata infatti nessuna intervista del portavoce con nessun media sul caso Romano”, ha detto l’organizzazione.

Silvia Romano nelle parole di Al-Shabaab: la presunta intervista

L’articolo è stato bollato come “fake news”. Nell’intervista in questione, veniva confermato il pagamento del riscatto per la liberazione della cooperante italiana, e veniva affermato che i soldi sarebbero stati spesi per finanziare la jihad. Queste le parole di Dhere, da cui però oggi il gruppo terroristico si distacca: “I soldi in parte serviranno ad acquistare armi, di cui abbiamo sempre più bisogno per combattere la jihad. Il resto servirà a gestire il Paese: a pagare le scuole, a comprare il cibo e le medicine che distribuiamo al nostro popolo, a formare i poliziotti che mantengono l’ordine e fanno rispettare le leggi del Corano”.

Cos’è Al-Shabaab

Al-Shabaab (che in somalo significa “i ragazzi”) è un gruppo terroristico che si ispira al jihadismo salafita ed è nato intorno al 2006 dalla sconfitta dell’Unione delle Corti Islamiche a opera del Governo federale di transizione e dei suoi sostenitori (in primo luogo, l’Etiopia). Il gruppo è emerso dal caos della guerra civile, scoppiata nel 1991. Ha cominciato ad affermarsi nel 2006 come ala radicale dell’Unione delle corti islamiche. Nel corso di quell’anno l’Unione, che s’ispirava ai taliban afgani, ha controllato per sei mesi la capitale Mogadiscio, prima di essere cacciata dall’Etiopia, intervenuta militarmente a dicembre per sostenere il governo provvisorio somalo ed eliminare la minaccia estremista islamica.

Negli anni successivi Al Shabaab ha attirato miliziani da tutta la Somalia e dai paesi vicini per combattere contro le truppe straniere presenti nel paese. Il gruppo promuoveva il nazionalismo somalo, il jihad globale e voleva imporre uno stato islamico fondato sulla sharia. Professa un islam rigorista, mentre la maggior parte dei somali aderisce a una versione di questa religione più aperta e tollerante. Attualmente si stima che i combattenti di Al Shabaab siano tra i 7mila e i 9mila.

Leggi anche: 1. Il problema non è il portavoce di Al Shabaab che “farà la jihad” grazie al riscatto di Silvia, ma mettergli il megafono in mano (di G. Gramaglia) / 2. Deputato leghista: “Silvia Romano neo-terrorista”. Scoppia il caos alla Camera | VIDEO /3. Silvia Romano racconta i mesi di prigionia e la sua conversione all’Islam: “Ho avuto paura, poi mi sono avvicinata a una realtà superiore”

4. “Silvia Romano non è una cooperante. Le ‘Ong’ fai-da-te mandano giovani come lei allo sbaraglio” /5. Laura Boldrini a TPI: “In Italia c’è un serio problema di misoginia” /5. Silvia Romano, troppo odio e insulti: la Procura di Milano apre un’inchiesta per minacce aggravate e la Prefettura valuta la scorta

1.3k
Accesso

Se non ricordi la tua password o in precedenza usavi un account social (Facebook, Google) per accedere, richiedi una nuova password.