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Lo sgombero del campo profughi di Calais – LIVE

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È iniziata lunedì 24 ottobre l'operazione della polizia francese per la chiusura definitiva della cosiddetta "giungla" di Calais, dove vivono circa 6.500 migranti

Le forze dell’ordine francesi hanno iniziato lunedì 24 ottobre l’operazione per lo sgombero del campo profughi che si trova nei pressi del porto francese di Calais.

Il campo, divenuto noto come “giungla”, ospita attualmente circa 6.500 migranti, molti dei quali provenienti da Afghanistan, Siria ed Eritrea. La maggior parte di loro spera di oltrepassare la Manica e raggiungere il Regno Unito.

Il governo francese ha detto che la chiusura del campo è stata stabilita per motivi umanitari, e prevede di trasferire i migranti in altri 450 centri in tutta la Francia.

Tutto quello che c’è da sapere, giorno per giorno:

26 ottobre 2016

– Le autorità francesi hanno detto di aver completato lo sgombero della “giungla” di Calais. L’annuncio è stato dato dal funzionario regionale Fabienne Buccio. Gli ultimi migranti che hanno lasciato il campo arriveranno negli altri centri d’accoglienza temporanea nelle prossime ore. L’operazione si è svolta per lo più pacificamente, anche se alcune tende sono state bruciate nel corso della notte e della giornata di oggi.

– Alcune tende sono state date alle fiamme in diversi punti del campo profughi di Calais, a tre giorni dall’inizio dell’operazione di sgombero. I pompieri sono intervenuti a spegnere le fiamme, ma non è chiaro chi sia il responsabile dei fuochi appiccati durante la notte e la mattina. Si sono registrate anche esplosioni che potrebbero essere state causate dallo scoppio di bombole del gas. Una persona è rimasta lievemente ferita.

– Finora sono circa 4mila i migranti che hanno già lasciato il campo per essere trasferiti in altri centri d’accoglienza temporanei in tutta la Francia. Il funzionario regionale Fabienne Buccio ha detto che le autorità ora potrebbero terminare l’operazione di evacuazione oggi stesso.

25 ottobre 2016

– Le autorità francesi iniziano oggi a smantellare il campo di migranti di Calais mentre diverse centinaia di persone sono in fila per raggiungere gli altri centri d’accoglienza temporanei. Un portavoce del ministero dell’Interno ha detto che le ruspe non saranno utilizzate immediatamente sul posto e la demolizione sarà avviata manualmente nel tentativo di minimizzare le tensioni con i migranti.

24 ottobre 2016

– Oltre 2.300 persone che si trovavano nel campo – più di un terzo del totale – hanno lasciato volontariamente Calais a bordo degli autobus che li trasferiranno negli altri campi di accoglienza temporanei. Le autorità francesi hanno celebrato il pacifico inizio dell’operazione, nonostante gli episodi di scontri che si sono verificati nel weekend. Il partito di estrema destra Front National sostiene che saranno creati tanti mini-Calais nel resto della Francia.

– Il ministro dell’Interno britannico Ambra Rudd ha detto che la Gran Bretagna accoglierà nelle prossime tre settimane circa la metà dei minori non accompagnati del campo. “Allora avremo compiuto l’impegno che abbiamo assunto con la Francia”, ha detto Rudd al parlamento.

– Circa 700 migranti hanno lasciato il campo per essere trasferiti in altri centri nel paese all’ora di pranzo.

– I primi autobus sono partiti meno di un’ora dopo l’inizio dell’operazione. Secondo quanto previsto dai funzionari francesi, circa 2.500 persone lasceranno il campo a bordo di 60 autobus nella giornata di oggi.

— Guarda le foto: CALAIS, L’ULTIMO CONFINE

– Nelle ore antecedenti l’inizio dello sgombero, centinaia di migranti si sono messi in fila con i loro bagagli fuori da un hangar nei pressi del campo, in attesa dell’arrivo degli autobus che li trasferiranno in altri centri attrezzati della Francia. La polizia in tenuta antisommossa controlla le operazioni.

(La polizia francese in tenuta antisommossa durante le proteste per lo smantellamento del campo profughi di Calais, in Francia, il 23 ottobre 2016. Credit: Neil Sala)

– Durante la notte tra domenica 23 e lunedì 24 ottobre, piccoli gruppi di migranti hanno incendiato alcuni servizi igienici e hanno lanciato pietre contro la polizia francese in segno di protesta per lo smantellamento del campo.

– Già nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre, la polizia si era scontrata con un gruppo di circa 50 migranti, che aveva lanciato bottiglie e pietre contro le forze dell’ordine. I poliziotti avevano utilizzato i fumogeni per ripristinare l’ordine. Alle persone presenti nel campo erano stati distribuiti volantini che le invitavano a lasciare il campo prima dello sgombero.

— Leggi anche: IL CAMPO PROFUGHI NEL CUORE DELL’EUROPA CHE NESSUNO VUOLE

Cosa prevede il piano per lo sgombero

Il piano prevede che i migranti del campo siano separati nei seguenti gruppi: famiglie, adulti, minori non accompagnati e persone vulnerabili, compresi gli anziani e le donne sole. Questi saranno poi trasportati in autobus nei centri di accoglienza, dove riceveranno controlli medici e avranno la possibilità di chiedere asilo. Ogni migrante potrà scegliere dove essere trasferito tra due diversi centri che gli saranno proposti dai funzionari.

Diverse associazioni non governative hanno espresso il timore che alcuni migranti si rifiutino di lasciare il campo, nella speranza di riuscire a raggiungere il Regno Unito, perchè lasciare la “giungla”, vicina al porto, vorrebbe dire allontanarsi dalla Manica.

Gli operatori umanitari accusano la Francia e il Regno Unito di non aver fatto abbastanza per gli oltre 1.300 minori non accompagnati presenti nella cosiddetta “giungla” di Calais.

La scorsa settimana, il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve ha esortato il Regno Unito a intensificare gli sforzi per identificare e trasferire i bambini presenti nel campo.

Londra ha dato priorità ai minori con legami familiari nel Regno Unito, e sono in corso discussioni con Parigi su chi dovrebbe occuparsi di coloro che non hanno parenti nel paese.

Per il momento, i bambini saranno trasferiti in una struttura nei pressi del campo, in attesa di avere un colloquio con i funzionari francesi e inglesi che si occupano di immigrazione, secondo quanto ha riferito un portavoce dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr).

(Proteste alla vigilia dello smantellamento e del trasferimento dei migranti del campo di Calais in altri centri di accoglienza in Francia, il 23 ottobre 2016. Credit: Neil Sala)

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