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Home » Esteri

Sgambetto a Trump: il Senato Usa, a maggioranza repubblicana, limita i poteri di guerra del presidente sull’Iran

Immagine di copertina
Credit: AGF

Quattro repubblicani votano a favore, il tycoon si infuria: "Inopportuno e insensato"

Sonora bocciatura per Donald Trump da parte del Senato americano, a maggioranza repubblicana. Con 50 voti a favore e 48 contrari, il Senato ha approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente statunitense sull’Iran e chiede la fine delle operazioni militari, salvo autorizzazione del Congresso. Si tratta di un voto perlopiù simbolico, ma dall’alta valenza politica, dal momento che quattro senatori repubblicani hanno votato a favore della risoluzione, contribuendo così a incrinare la compattezza della maggioranza. Il voto ha fatto infuriare Trump, che lo ha definito “inopportuno e insensato”.

In un post pubblicato sul social Truth, infatti, il presidente americano ha dichiarato: “Quindi, ho l’Iran alle corde, pronto a crollare, disposto a darci praticamente qualsiasi cosa, e che, per la prima volta in decenni, rispetta gli Stati Uniti e il suo Presidente, IO, e il Senato degli Stati Uniti decide di votare in modo inopportuno e insensato sulla legge sui poteri di guerra dicendo al principale sponsor del terrorismo al mondo che agli Stati Uniti non piace quello che sto facendo loro, e che devo fermarmi, e così facendo ho fornito aiuto e conforto al nemico”.
Trump ha aggiunto: “Quattro repubblicani perdenti hanno votato con i democratici. Questi senatori mi hanno appena reso il lavoro più difficile, 
ma lo farò, in un modo o nell’altro, perché lo faccio sempre!”.

La risoluzione arriva a pochi mesi dalle elezioni di midterm e in un momento di forte impopolarità per Trump. Secondo un sondaggio dell’American Research Group, il tasso di gradimento
nei confronti del presidente Usa è sceso al 30%, mentre il 66% degli americani ne disapprova l’operato. Le cose vanno ancora peggio sul fronte economico, dove soltanto il 26% dei cittadini statunitensi approva le scelte del tycoon. Dati che non sembrano preoccupare Donald Trump, il quale, durante un comizio in Pennsylvania, ha nuovamente evocato l’ipotesi 
di un terzo mandato, nonostante il divieto previsto dalla Costituzione: “Forse – ha dichiarato – dovremmo candidarci di nuovo”.

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