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Rom, il 2 agosto si ricorda lo sterminio in un solo giorno di oltre 4mila persone ad Auschwitz-Birkenau

Il 2 agosto ricorre il Roma Genocide Remembrance Day. In totale, mezzo milione di persone rom e sinti furono vittime dei nazisti

Di Anna Ditta
Pubblicato il 2 Ago. 2019 alle 15:59 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 19:03
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Immagine di copertina

Rom, il ricordo dello sterminio del 2 agosto 1944 ad Auschwitz

Era il 2 agosto 1944 quando in un solo giorno oltre 4mila persone rom e sinti, in maggioranza donne e bambini, furono sterminate nelle camere a gas del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau con la liquidazione dello Zigeunerlager, “il campo degli zingari”. Per ricordare questo sterminio è stato istituito da alcuni anni il Roma Genocide Remembrance Day.

Questa ricorrenza, commemorata proprio il 2 agosto, ricorda il genocidio dei Rom e Sinti durante la seconda guerra mondiale, definito in lingua romanì Porrajmos (divoramento) o Samudaripen (sterminio) che provocò mezzo milione di vittime di questa popolazione.

Ad Auschwitz Birkenau morirono complessivamente circa 21mila Sinti e Rom provenienti da 12 Stati.

Non solo Shoah, a Roma si ricorda anche il Porrajmos: il genocidio del popolo rom sotto il nazi-fascismo

Sterminio dei rom 2 agosto 1944: ricordo della comunità ebraica

“Oggi si ricorda lo sterminio nazista di migliaia di zingari”, ha scritto in un tweet la presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello. “Una pagina importante e drammatica della nostra storia che avrebbe dovuto insegnarci l’importanza delle parole e degli effetti che queste producono”.

La presidente si riferisce alle parole utilizzate dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha definito “zingaraccia” una donna che, ripresa di nascosto in un campo nomadi di via Monte Bisbino, periferia nord di Milano, aveva invocato per lui “pallottole in testa”.

Anche il l vicepresidente della Comunità ebraica romana, Ruben Della Rocca, ha voluto commentare la recente vicenda legata all’attualità politica italiana, scrivendo: “Qualcuno non ha capito (o fa finta di non capire) che parole di disprezzo ed epiteti hanno il solo effetto di fomentare odio e razzismo”.

“Oltre alla doverosa memoria di chi fu barbaramente ucciso, si tratta di una vicenda che ha ancora molto da insegnarci”, afferma la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni.

“Questa ferita aperta e che mai potrà rimarginarsi nella coscienza d’Europa parla infatti anche al nostro presente”, sottolinea Di Segni. “Sta a noi non soltanto vigilare perché ciò non riaccada, ma anche intervenire con la massima fermezza davanti a nuovi segnali di pericolo che si ripresentano in modo sempre più allarmante anche per l’irresponsabilità di chi, ai più alti livelli istituzionali, continua a soffiare sul fuoco di orrendi pregiudizi”.

La Comunità di Sant’Egidio

La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni accanto a Rom e Sinti, “si stringe accanto a questa minoranza, la più numerosa in Europa, e invita a ricordare la sua storia segnata da disprezzo e persecuzioni”, come si legge in un comunicato.

“Lo scorso 20 luglio, durante un pellegrinaggio della memoria ad Auschwitz-Birkenau, mille studenti liceali e universitari del movimento “Giovani per la Pace”, provenienti da tutta Europa, hanno onorato le vittime del nazifascismo, deponendo una corona di fiori anche sulla lapide in lingua romanì, che ricorda lo sterminio di Rom e Sinti”, prosegue il comunicato.

“La memoria del genocidio provocato da ideologie razziste sia un monito per contrastare la diffusione nella società di parole e comportamenti discriminatori e violenti e favorire la piena integrazione del popolo Rom, composto ancora oggi soprattutto di minori, cui va garantita integrazione scolastica, sanitaria e abitativa”.

“Mio padre è sopravvissuto al Porrajmos”, parla il figlio di Goffredo Bezzecchi, perseguitato in Italia durante il genocidio di rom e sinti

Credit: Comunità di Sant’Egidio

Le Chiese cristiane d’Europa

“La Giornata di oggi serva da monito per non cadere nella discriminazione in atto ancora oggi verso questo grande gruppo minoritario in Europa”, scrivono in un comunicato le Chiese cristiane d’Europa (Cec).

La discriminazione contro i rom non è solo “un ricordo del passato”.

“Ogni settimana veniamo a conoscenza di nuovi atti di violenza da parte di gruppi che diffondono l’odio razziale, nonché dell’esclusione sistematica dei rom da parte delle autorità pubbliche”, commenta Torsten Moritz, segretario generale Cec. “Ricordare il Porrajmos deve diventare un impegno costante per le Chiese in Europa perché l’esclusione e la violenza contro i rom in Europa purtroppo non sono un ricordo del passato”.

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