Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:15
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Rogo Grenfell Tower, fatale l’indicazione dei pompieri di “restare a casa”

Immagine di copertina

Lo rivela l'atteso rapporto di Sir Martin Moore-Bick, il responsabile dell'inchiesta sul rogo che uccise 72 persone

La preparazione degli uomini della “London Fire Brigade”, i vigili del fuoco della capitale britannica, era “gravemente inadeguata” e questo ha contribuito al grave bilancio di vittime nel maxi incendio alla Grenfell Tower del 2017, in cui morirono anche due cittadini italiani, Gloria Trevisan e Marco Gottardi.

Lo rivela l’atteso rapporto di Sir Martin Moore-Bick, il responsabile dell’inchiesta sul rogo che uccise 72 persone.

Le mille pagine del rapporto su quello che è passato alla storia come l’incidente in cui hanno perso la vita più persone a Londra dalla Seconda Guerra Mondiale hanno anche stabilito che l’edificio era stato ristrutturato in violazione delle norme di sicurezza: contrariamente a quanto finora sostenuto dalla ditta che ha prodotto i rivestimenti, la Arconic, “il motivo principale per cui le fiamme si sono propagate così velocemente” sono stati i pannelli fatti di alluminio composito e “lo scioglimento e sgocciolamento del polietilene che bruciava”.

Secondo l’ex giudice della Corte Suprema ora in pensione, Moore-Bick, “la preparazione e pianificazione per affrontare un rogo come quello di Grefell” da parte della Lfb era molto inferiore a quanto ci si aspettasse e il personale non aveva la formazione adeguata per gestire un incidente su larga scala con un gran numero di chiamate. L’inchiesta punta il dito contro i vertici della Lfb, accusati di “indifferenza” e di “mettere a rischio la stessa istituzione” per la loro incapacità di ammettere i propri errori e di imparare la lezione da quanto accaduto.

Ad agosto, TPI aveva incontrato Antonio Roncolato, uno dei sopravvissuti all’incendio.

Antonio fu una delle ultime persone a uscire dalla torre in fiamme.

“La notte del 14 giugno ero a letto, venni svegliato da una chiamata di mio figlio che rientrava da lavoro. Al telefono mi disse che la torre era in fiamme e dovevo lasciare subito l’appartamento. Lì per lì non sentivo nulla di strano, vidi che c’era del fumo anche nel mio appartamento. Subito dopo mio figlio mi mandò un messaggio con questa foto che lui aveva fatto della torre in fiamme. Provai a uscire due volte dalla mia abitazione, ma il fumo era così denso che non ci riuscì”, aveva raccontato l’uomo a TPI.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran, il regime smentisce Donald Trump: “Non abbiamo sospeso 800 esecuzioni”
Esteri / Le Americhe di Trump: dopo il Venezuela, toccherà a Cuba?
Esteri / Chi ha liberato Alberto Trentini
Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran, il regime smentisce Donald Trump: “Non abbiamo sospeso 800 esecuzioni”
Esteri / Le Americhe di Trump: dopo il Venezuela, toccherà a Cuba?
Esteri / Chi ha liberato Alberto Trentini
Esteri / Il regime venezuelano di Donald: cosa vuole fare Trump col petrolio di Caracas
Esteri / L’ultima partita dell’Ayatollah: così le proteste in Iran possono cambiare il Medio Oriente
Esteri / L’isola del tesoro nel mirino di Trump: ecco perché la Groenlandia è così importante per gli Usa
Esteri / Lo storico Ilan Pappé a TPI: “Il destino di Israele è segnato”
Esteri / Il mondo è in fiamme: siamo entrati in un nuovo ordine globale
Esteri / Esclusivo TPI: “Questa in Iran non è più una protesta ma una rivoluzione”
Esteri / Propaganda digitale: l’ombra di Israele dietro le proteste in Iran