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Approvata una risoluzione del Parlamento europeo a favore del diritto alla privacy

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Il Parlamento europeo ha chiesto ai Paesi membri di far decadere le accuse contro Edward Snowden, di impedirne l’estradizione e garantirne la protezione

Giovedì 29 ottobre 2015 il Parlamento europeo ha approvato con 342 favorevoli, 274 contrari e 29 astenuti una risoluzione sulla massima sorveglianza dei dati personali.

Il documento dovrebbe far decadere tutte le accuse contro l’ex consulente della National Security Agency (Nsa) Edward Snowden e impedirne l’estradizione da parte dei Paesi membri.

Nel giugno del 2013 Snowden rivelò i dettagli di un programma di sorveglianza di massa della Nsa The Guardian e al Washington Post, dando vita allo scandalo Datagate, con cui sono emersi dettagli fin lì sconosciuti sulle attività spionistiche. 

Secondo attivisti della società civilele intercettazioni costituiscono una violazione del diritto alla privacy. Il quotidiano britannico The Guardian ha riportato che anche alcuni funzionari della Nsa avrebbero voluto interrompere il programma di raccolta delle registrazioni, dal momento che erano preoccupati per la violazione delle libertà civili e non credevano che il programma fosse efficace per contrastare il terrorismo.

A marzo del 2014, sulla scia delle rivelazioni di Edward Snowden, il Parlamento europeo aveva già approvato una risoluzione contro la sorveglianza elettronica di massa sui cittadini dell’Unione europea. Tuttavia, la Commissione europea e le altre istituzioni dell’Unione non intrapresero alcuna azione concreta a riguardo.

In seguito alla votazione della risoluzione, alcuni Paesi membri del Parlamento europeo hanno dichiarato che “i cittadini europei sono tuttora in pericolo e che è stato fatto ancora troppo poco per assicurare la loro completa protezione”. 

Snowden ha dichiarato che la risoluzione approvata dal Parlamento europeo è in grado di cambiare le cose, ma questa non ha in realtà alcun valore regale e sinora nessun Paese membro dell’Ue ha offerto asilo all’ex analista dell’Nsa. 


La risoluzione nel dettaglio 

1. Con questa risoluzione si richiede l’avvio di una strategia europea volta a una maggiore indipendenza informatica e di privacy online. Si sottolinea la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia con gli Stati Uniti in modo da garantire un controllo democratico delle attività di intelligence.

2. Gli stati membri hanno insistito affinché la Commissione europea si assicuri che tutti i dati trasferiti dall’Europa agli Stati Uniti siano soggetti a un “elevato livello di sorveglianza, per lo meno equivalente a quanto disposto per i Paese all’interno dell’Unione europea”. Nel luglio del 2000 la Commissione europea concluse con la Nsa gli accordi Safe Harbour, ritenuti invalidi dalla Corte di giustizia dell’Unione europea nell’ottobre 2015, che permettevano di esportare i dati dei cittadini dell’Unione Europea per essere trattati negli Stati Uniti. 

3. Con la risoluzione è anche stato chiesto a ciascun Paese membro di redarre nuove leggi per salvaguardare il diritto di privacy dei cittadini. Il Parlamento si è mostrato preoccupato per le “recenti leggi redatte da alcuni stati membri – tra cui Francia, Regno Unito e Paesi Bassi – che estendono le capacità di sorveglianza degli organismi di intelligence” e per la cooperazione tra l’agenzia di intelligence esterna della Repubblica federale tedesca (Bnd) e la Nsa

4. Il Parlamento ha richiesto agli stati membri dell’Unione europea di garantire la protezione di Edward Snowden quale difensore dei diritti umani.

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