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Rio 2016, i nuotatori statunitensi che hanno inventato una falsa rapina ma un video li smentisce

A carico loro non c'è nessuna accusa formale, ma non sono mancate le contestazioni da parte dei brasiliani mentre il comitato olimpico minimizza sull'accaduto

Di TPI
Pubblicato il 19 Ago. 2016 alle 12:25 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 02:45
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Immagine di copertina

Avevano detto di essere stati derubati da uomini armati. Ma in realtà, era tutto falso. A mettere in piedi questa messinscena sono stati quattro nuotatori americani: Ryan Lochte, Jimmy Feigen, Gunnar Bentz e Jack Conger. Nello specifico, i primi due avrebbero confessato di aver subito una rapina a mano armata da un gruppo di uomini non ben identificati, dopo che il taxi sul quale viaggiavano era stato fermato. 

Ma i filmati diffusi dal network CCTV mostrano un’altra storia, ovvero che i quattro atleti visibilmente ubriachi avrebbero dapprima scatenato una colluttazione con il personale di una pompa di benzina – situata non molto lontano dal villaggio olimpico – per poi successivamente aver danneggiato la porta di un bagno pubblico. 

L’unico dei quattro atleti accusati di falsa testimonianza a essere ancora in Brasile è Freigen, mentre gli altri tre nei giorni seguenti al fatto, sono riusciti a tornare negli Stati Uniti. Intanto, il Comitato olimpico americano ha annunciato le scuse pubbliche per il comportamento assunto dai quattro nuotatori coinvolti in questa storia. 

Inizialmente tutti i media internazionali avevano creduto e riportato la triste disavventura raccontata dai quattro atleti, vittime a loro dire di una rapina a mano armata. Ma la polizia brasiliana, fin da subito, non ha riscontrato elementi che potessero confermare il loro racconto. E i filmati delle telecamere a circuito chiuso della stazione di benzina hanno smascherato la messinscena. 

Il capo della polizia di Rio, Fernando Veloso, rivolgendosi ai giornalisti ha smentito ogni punto della storia raccontata dai quattro atleti medaglie d’oro olimpiche, dicendo che non erano mai stati derubati. 

“Non è stata commessa alcuna rapina ai danni di queste persone. Non sono mai stati vittima di nessun crimine”, precisando invece che sono sarebbero stati proprio i quattro a provocare una mezza rissa e a distruggere un bagno pubblico. Solo dopo l’intervento della polizia, ha sottolineato ancora Veloso, si sono offerti di pagare i danni. 

Il funzionario di polizia ha ammesso, inoltre, che una delle guardie intervenute per ristabilire l’ordine aveva estratto la pistola, dopo che uno degli atleti aveva iniziato ad assumere un comportamento aggressivo. Veloso ha poi avvertito i quattro americani che avrebbero corso il rischio, con il loro atteggiamento, di incappare in accuse per aver reso falsa testimonianza e aver compiuto atti vandalici. 

Gli atleti sono stati poi condotti al commissariato dove sono stati sottoposti a interrogatorio per quattro ore. 

Tuttavia, nei giorni successivi uno dei legali dei quattro atleti ha dichiarato che a due dei suoi assistiti, Bentz e Conger, un tribunale speciale olimpico aveva concesso il permesso di lasciare il paese e far ritorno in patria.

Mentre Feigen, secondo quanto riferito dal suo avvocato, in virtù di un accordo raggiunto con uno giudice brasiliano avrebbe deciso di donare 10.800 dollari a un’associazione no-profit anonima come segno di scusa per quanto accaduto.

La versione dei fatti riportata dal capo della polizia di Rio è stata confermata anche dal Comitato olimpico statunitense, che ha ritenuto “un simile comportamento inaccettabile, non rappresentativo affatto dei valori del team olimpico americano”. 

Le autorità di Rio 2016 hanno minimizzato sull’accaduto dichiarando attraverso il portavoce del comitato organizzatore, Mario Andrada, che “questi ragazzi hanno cercato di divertirsi e hanno commesso delle stupidaggini di cui poi ci si pente. Hanno fatto un errore, la vita va avanti”. 

Ma i brasiliani non l’hanno pensata allo stesso modo. Quando due di loro rilasciati dopo ore di interrogatorio sono usciti dal commissariato sono stati contestati. Si sono perfino registrati momenti di tensione, tra fischi e urla di chi pretendeva delle scuse da loro per aver infangato con le loro bugie la città di Rio. Uno dei contestatori è anche riuscito a tirare l’orecchio a uno dei due nuotatori. 

(Qui sotto il video che smentisce il racconto dei quattro nuotatori statunitensi)


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