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Home » Esteri

Germania, il capo dell’intelligence interna è stato costretto a dimettersi

Immagine di copertina
Hans-Georg Maassen

Il funzionario è accusato di contiguità con le forze di estrema destra per le posizioni espresse sugli attacchi contro i migranti condotti nella città di Chemnitz

Il 18 settembre il capo dell’intelligence nazionale tedesca, Hans-Georg Maassen, è stato costretto a dimettersi con l’accusa di contiguità con le forze di estrema destra.

Il funzionario tuttavia svolgerà un incarico di alto livello presso il ministero degli Interni.

La decisione del governo guidato da Angela Merkel è stata presa a seguito delle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Maassen in riferimento alla manifestazione dell’estrema destra tenutasi Chemnitz.

Il 26 agosto nella città tedesca si sono svolte delle ronde antimigranti, dopo che un uomo tedesco è stato ucciso in una rissa che aveva coinvolto anche alcuni profughi.

In merito alle ronde, Hans-Georg Maassen aveva affermato che non credeva che gli stranieri residenti nella città fossero stati perseguitati dai gruppi di estrema destra.

Le sue dichiarazioni, tuttavia, hanno costretto la cancelliera Angela Merkel a licenziare il capo dell’intelligence, che diventerà adesso segretario del Ministero degli interni.

Il cambio di ruolo è stato un compromesso tra Merkel e i partner della sua coalizione, tra cui figurano il ministro dell’Interno Horst Seehofer, esponente della CSU di destra, e il leader socialdemocratico di centro sinistra, Andrea Nahles.

Il ministro Seehofer ha infatti preso le difese di Maassen, mentre Nahles ne ha immediatamente chiesto le dimissioni.

La vicenda è nata dopo l’omicidio del cittadino tedesco Daniel H., che ha dato il via a una serie di attacchi di matrice xenofoba in diverse città della Germania orientale.

I movimenti di estrema destra hanno iniziato una vera e propria “caccia” contro i migranti e sulla rete si sono diffuse diverse immagini in cui si vedono i manifestanti lanciare bottiglie e fuochi d’artificio contro le loro vittime.

Nonostante la brutalità degli attacchi e le immagini disponibili, Maassen aveva detto che l’Ufficio federale per la protezione costituzionale da lui presieduto non aveva “informazioni attendibili che tali attacchi fossero in corso”.

Il capo dell’intelligence ha anche messo in dubbio la veridicità di un video pubblicato da Antifa Zeckenbis sugli episodi di violenza del 26 agosto a Chemnitz.

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