Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 17:55
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Quando erano tedeschi i rifugiati che attraversavano l’Europa

Immagine di copertina

L’11 settembre 1989, Austria e Ungheria dovettero aprire i propri confini per far passare migliaia di rifugiati: quei rifugiati erano tedeschi

“L’Ungheria ha annunciato oggi che permetterà ai migliaia di cittadini della Germania dell’Est che si rifiutano di tornare a casa, di proseguire il proprio viaggio verso la Germania dell’Ovest.

Questo annuncio ha aperto la strada agli oltre 7mila tedeschi che a partire da mezzanotte hanno iniziato il proprio viaggio verso la Germania dell’Ovest, ma il numero di persone che attraverseranno il confine potrebbe presto arrivare a 60mila”.

Così si apriva un articolo pubblicato sul New York Times l’11 settembre 1989, in un periodo in cui i confini interni all’Unione Sovietica avevano iniziato a cedere, e sempre più tedeschi residenti nella Germania dell’Est cercavano di attraversare l’Ungheria e l’Austria per poi arrivare nella Germania dell’Ovest, dove avrebbero avuto diritto immediato alla cittadinanza.

Per la prima volta, i tedeschi dell’Est avevano la possibilità di attraversare il muro che aveva diviso una nazione per 28 anni.

La successiva apertura della frontiera tra le due Germanie, nel Novembre 1989, fece arrivare a 116mila il numero di tedeschi che si spostarono a Ovest del muro in poco più di un mese.

A esattamente 26 anni di distanza, Ungheria e Austria diventano di nuovo terre di confine attraversate da migliaia di rifugiati. La destinazione finale è ancora una volta la Germania, che si sta ergendo a paladina europea nell’accoglienza dei rifugiati siriani.

I flussi di rifugiati che attraversano l’Europa diventano la prova della ciclicità della storia. Con la loro esistenza ci ricordano che niente è immutabile, ma tutto è destinato a cambiamento.

Non è durato il muro che ha diviso le due Germanie e che nel 1989 l’allora presidente della Germania dell’Est assicurava sarebbe esistito per altri cent’anni. Non sta durando il trattato di Dublino, che fino a pochi giorni fa non avrebbe concesso a richiedenti asilo già identificati in altri Paesi europei di presentarsi come rifugiati in Germania. Allo stesso modo, non dureranno le istituzioni che vogliono circoscrivere l’esistenza umana all’interno di confini creati a tavolino.

Quanto prima l’Europa si renderà conto che l’attuale sistema di chiusura ermetica delle frontiere non funziona, tanto prima si potranno mettere in atto soluzioni che permettano alla nostra società di adattarsi alla storia che ci circonda.

Il giorno in cui l’Europa si accorgerà dell’anacronismo delle proprie frontiere, potrà finalmente smettere di investire milioni di euro nella chiusura dei propri confini per riconoscere invece il valore che ogni migrante può aggiungere all’Europa come lavoratore, contribuente, e membro attivo della società.

Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Ti potrebbe interessare
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)
Esteri / Trump è il presidente statunitense che ha autorizzato più interventi militari dal 2000 a oggi
Esteri / Almeno 1.230 morti in Iran dal 28 febbraio, oltre 100 in Libano e quasi 30 nella regione. Usa e Israele continuano i raid. Teheran contrattacca in Qatar, Bahrein, Kuwait, Iraq ed Emirati. Colpito un aeroporto in Azerbaigian. Tel Aviv ordina l’evacuazione di 4 quartieri alla periferia di Beirut. Smotrich: "Assomiglierà a Khan Younis". Aoun chiede aiuto a Macron. Meloni annuncia “aiuti ai Paesi del Golfo”. Crosetto: “Invieremo mezzi navali a Cipro"
Esteri / Quando Trump accusava Obama: “Attaccherà l’Iran per ottenere un vantaggio alle elezioni”
Esteri / Pedro Sanchez a Trump: "Non si può giocare alla roulette russa con il destino di milioni di persone"
Esteri / Il figlio di Ali Khamenei “curato per mesi nel Regno Unito per impotenza”: il documento degli 007 Usa
Esteri / L’ex direttore della Cia Panetta: “Trump non sa cosa vuole, non si cambia un regime con le bombe”
Esteri / Continuano i raid Usa e di Israele sull'Iran. Contrattacchi su Kuwait, Emirati Arabi e sulla raffineria saudita di Ras Tanura. Francia abbatte alcuni droni. Nato intercetta un missile in Turchia: "Ma era diretto a Cipro". Giallo sull'elezione del figlio di Khamenei a Guida Suprema. Tel Aviv: "Chiunque sia sarà un bersaglio". Rinviati i funerali di Stato a Teheran. Idf bombarda e avanza in Libano: 72 vittime in 3 giorni. Hezbollah risponde con i missili. Usa affondano una fregata iraniana: 87 morti e 60 dispersi. Cina manderà un inviato speciale in M.O.