I ribelli hanno perso il controllo del 60 per cento del loro territorio ad Aleppo est

Le forze governative hanno conquistato il quartiere di Tariq al-Bab e almeno tre persone sono morte nell'attacco contro il quartiere di al-Shaer

Di TPI
Pubblicato il 3 Dic. 2016 alle 14:24 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 17:58
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Immagine di copertina

L’esercito siriano sta proseguendo la sua avanzata ad Aleppo est, dove è riuscito ad assumere il controllo del 60 per cento della zona che in precedenza era nelle mani dei ribelli, secondo le informazioni diffuse dall’Osservatorio siriano sui diritti umani, un ente di monitoraggio con sede nel Regno Unito sabato 3 dicembre 2016.

Nella notte tra il 2 e il 3 dicembre le truppe fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad hanno conquistato il quartiere di Tariq al-Bab, dove si erano verificati duri combattimenti il giorno precedente. Inoltre, almeno sette colonne di fumo sono state viste innalzarsi dall’area controllata dai ribelli nella mattina di sabato 3 dicembre da un testimone che ha riferito all’agenzia Reuters di aver sentito il rumore di jet aerei che sorvolavano la città.

Secondo l’Osservatorio almeno tre persone sono state uccise nell’attacco contro il quartiere di al-Shaer a Aleppo est, ma l’esercito nega di aver preso di mira i civili.

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Attualmente nei quartieri a est della città sono almeno 250mila le persone costrette a vivere sotto assedio, tra cui 100mila bambini, mentre 25mila sono quelle che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni.

Le forze governative, con l’appoggio degli alleati russi, hanno conquistato gran parte del territorio nelle mani dei ribelli nel corso della scorsa settimana.

Giovedì primo dicembre il sottosegretario agli Affari Umanitari delle Nazioni Unite Stephen O’Brien, durante una sessione di emergenza del Consiglio di sicurezza Onu, ha dichiarato che Aleppo, un tempo il centro economico e industriale più importante della Siria, rischia di diventare “un gigantesco cimitero” e ha chiesto alle parti coinvolte di attivarsi per salvare la città e i suoi abitanti “per il bene dell’umanità”.

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